Limitare gli alimenti ad alta densità energetica ed evitare le bevande zuccherate

Bentornati a questa nuova puntata di Cambia vita con Calma®.

Queste puntate sono dedicate alla prevenzione oncologica attraverso un corretto stile di vita e l’alimentazione e utilizzo, come strumento scientifico, gli atti del World Cancer Research Found.
Nella prima puntata abbiamo visto l’importanza di mantenersi normopeso, nella seconda l’importanza di avere uno stile di vita attivo, ed oggi voglio informarvi dell’importanza di alimentarsi evitando cibi ad alta densità energetica ed anche le bevande z

uccherate.
Forse sembreranno consigli banali, ma io mi trovo spesso, durante le mie consulenze, ad incontrare persone, davvero drogate di zuccheri, di dolce e che, soprattutto, non capiscono che nei tumori e nelle malattie infiammatorie sia fondamentale evitare lo zucchero e praticare uno stile di vita attivo.
Oltre allo stile di vita attivo portare molta attenzione a cosa mettiamo in bocca e agli alimenti contenuti nella nostra spesa è molto importante.
Vediamo allora quali sono gli alimenti ad alta densità energetica: sono quelli che contengono dalle 225 alle 275 kcal per 100 grammi di prodotto.
Rientrano in questa categoria tutti i dolci, gli snack, patatine, biscotti,  prodotti industriali e da forno, prodotti trasformati, piatti pronti, i Fast Food, gli hamburger, non solo, vi rientrano anche prodotti sani, come le noci le nocciole e le mandorle, qui però mi sto riferendo a cibi con un alto contenuto di zuccheri, ma poveri per valore nutritivo in termini di vitamine, sali minerali e fibre.

La densità energetica media di una dieta salutare dovrebbe aggirarsi intorno alle 125 kcal per 100 grammi e lasciare gli alimenti ad alta densità energetica per un consumo sporadico.

Gli alimenti si possono classificare in quelli ad alta densità energetica, di cui vi ho già parlato prima, in quelli a media densità energetica, come ad esempio, le proteine, le uova, la carne, il pesce, i cereali che possono definirsi alimenti più naturali ed infine troviamo gli alimenti a bassa densità energetica, che sono tutti quelli che ci regala Madre Natura: frutta e verdura in generale.
Quindi per i due terzi della nostra alimentazione scegliamo di consumare alimenti a bassa densità energetica perciò due terzi della nostra giornata alimentare saranno a base di alimenti vegetali, sani e un terzo proteine animali, carboidrati, cereali integrali eccetera. Occorre fare dei piccoli passi di sostituzione perché non è solo

lo zucchero contenuto negli alimenti a fare danni, ma occorre sostituire anche le bevande zuccherate. E come?
Le bevande zuccherate si sostituiscono o con acqua o con tè, tisane o acqua aromatizzata. E’ bene preferire acqua per la nostra idratazione quotidiana, poi possiamo utilizzare anche tè, tisane, eccetera, ma senza aggiunta di zucchero.
Impariamo anche a sostituire gli snack, il biscotto, o la merendina con frutta secca a guscio, noci, nocciole, mandorle abbinata sempre a della frutta fresca, così abbiamo vitamine, minerali e fibre in un unico spuntino e che provengono dagli zuccheri della frutta e dai buoni grassi vegetali, molto importanti per la nostra sazietà.
Chi mangia proteine animali può utilizzare uno yogurt bianco, ma non quelli alla frutta, in quanto contengono zuccheri. Allo yogurt possiamo aggiungere pezzi di frutta oppure un pezzetto di cioccolato fondente al 70%.


Primo piccolo passo: cambiare gli spuntini. Per fortuna ora in commercio troviamo anche tanti snack salutari ad esempio le bustine da 30 grammi di frutta secca corrispondenti ad una porzione e che vanno benissimo. Ricordiamoci sempre di controllare le etichette.
Inoltre oggi impariamo anche a fare attenzione a quello che beviamo e perché no eliminiamo dalla tazzina di caffè anche zucchero e altri dolcificanti, perché anche questi sono dannosi.

Sono sicura che questi consigli possono essere un po’ scomodi, in questo periodo che precede le festività natalizie, ma prevenire è meglio!
I tumori si nutrono proprio di queste sostanze ed in caso di malattia conclamata e bene proprio evitarle, e negli altri casi utilizzarle con moderazione.

Vi lascio con questo piccolo passo ci vediamo alla prossima puntata di cambia vita con Calma.

L’importanza di praticare uno stile di vita attivo per la prevenzione oncologica

 

Benvenuto alla seconda puntata di Cambio vita con calma  (MI SCUSO PER LE INTERFERENZE MA PURTROPPO NON DIPENDONO DA ME) in questa serie di puntate ti parlerò delle raccomandazioni del World Cancer Research Found per quel che riguarda la prevenzione oncologica attraverso l’alimentazione e lo stile di vita.

Questo documento scientifico è stato stampato nel 2007 ed è in continuo aggiornamento, vi partecipano più di 200 ricercatori. Quello che voglio fare con questo strumento è cercare di rendere i concetti il più possibile fruibili a tutti.
Nella prima puntata abbiamo spiegato il perché occorre mantenersi normopeso, il secondo punto su cui oggi voglio focalizzare la tua attenzione è quello relativo all’importanza di praticare uno stile di vita attivo per prevenire i tumori. Oltre quindi a mantenerti normopeso è fondamentale tenere uno stile di vita attivo e vediamone il motivo.

Spesso durante le mie consulenze il cliente mi chiede aiuto per imparare a praticare un’alimentazione più sana, ma poi l’obiezione alla mia richiesta di fare più attività fisica è questa: “Non mi chieda di fare movimento, perché io non lo faccio”.
Oggi ti spiego perché, invece è importante praticare una qualche attività fisica. Ti mostro una mia foto mentre vado in bicicletta, in quanto non riesco a parlarti di fare delle attività senza che prima le abbia provate io.
L’attività fisica non serve solo per il corpo, ma anche per la psiche. Essa infatti è correlata alla riduzione della glicemia, del colesterolo, della pressione, alla prevenzione delle malattie metaboliche, cardiovascolari, dell’artrosi, aiuta la riduzione del tessuto adiposo e, quando ci sentiamo particolarmente tesi e stressati, aiuta a ridurre ansia e nervosismo. Quando sei molto agitato puoi avere dei benefici nel fare una bella passeggiata.  L’attività fisica aiuta anche nella depressione quando ti senti particolarmente solo.

È benefica per l’apparato cardiovascolare e scheletrico. Possiamo dire che fa bene a 360 gradi.

Cosa si intende per attività fisica?

Come definisce l’Organizzazione Mondiale della sanità, per attività fisica si intende un’attività che richiede un consumo energetico maggiore di quello a riposo. In queste attività rientrano ad esempio anche alcune attività lavorative, come il carpentiere o il muratore in cui è necessaria molta energia.
Possiamo distinguere tra attività fisica spontanea, quella che abitualmente facciamo durante la giornata, e l’esercizio fisico. Quest’ultimo viene definito come un’attività programmata, strutturata e costante volta a mantenere, o migliorare, uno o più componenti della forma, può essere la forza, la potenza, o la resistenza. Ad esempio esercizio fisico può essere una camminata a passo sostenuto, il tennis, la pesistica o la palestra: uno sport, in generale, è classificato come esercizio fisico. Invece all’interno dell’attività fisica possono rientrare anche altre attività. Parlando si sedentarietà, intesa come lo stare sempre alla scrivania, sempre seduti sul divano (….dico io… a mangiare schifezze!) l’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che è correlata al rischio di tumore. Ecco perché è fondamentale muoversi, il che non significa che, da oggi, dovrai andare tutti i giorni in palestra, anche se farebbe davvero bene: Io pratico yoga, camminata e fitness. Basterebbe incominciare con i nostri piccoli passi, ad esempio, una volta sola alla settimana andare a fare una camminata di un’oretta e sentirne i benefici.

Una volta vinta la pigrizia iniziale, sarà il corpo a chiamarti a ripetere di nuovo questa piacevole esperienza. Ognuno di voi dovrà trovare l’attività più confacente a se stesso, perché non siamo tutti uguali e quello che va bene per una persona non può andare bene per gli altri.

Il mio motto è questo: per ottenere grandi risultati bisogna iniziare a fare piccoli passi, e questi piccoli passi vanno fatti perché niente piove dal cielo. La difficoltà maggiore è vincere l’indugio ad uscire di casa; sfrutta quindi la parola “Muoviti”! Un trucco che ti consiglio è quello di prendere un appuntamento per una seduta in palestra o per un salto in piscina; questo può essere d’aiuto nel vincere la pigrizia iniziale, solo perché ormai hai preso l’appuntamento.

Il piccolo passo di questa puntata è quindi come posso fare per essere più attiva nella mia giornata? che cosa posso fare per muovermi di più? Basta anche parcheggiare un po’ più distante e, per esempio, camminare a piedi fino a raggiungere l’ufficio, oppure fare le scale invece che prendere l’ascensore, sono delle piccole cose che possono incominciare a renderti più attivo durante la tua giornata.

Ci vediamo alla prossima puntata con #calma.

Qui puoi rivedere la prima puntata

Nella terza puntata ti parlerò della terza raccomandazione

L’importanza di mantenersi normopeso per la prevenzione delle malattie

Bentornato ad una nuova puntata di Cambia vita con Calma. Oggi inizio una serie di puntate sulla prevenzione oncologica attraverso l’alimentazione e lo stile di vita.
Infatti parlerò dell’importanza dell’alimentazione e dello stile di vita nella prevenzione oncologica ed in quella di altre malattie.

Queste raccomandazioni provengono dal documento pubblicato nel 2007 dal WCRF World Cancer Reserch Found e successivi aggiornamenti e a cui hanno collaborato più di 200 ricercatori di tutto il mondo. Si tratta di documenti basati su studi scientifici e possiamo ritrovare tali studi su internet, come risorse gratuite e liberamente usufruibili. Tutte le cose che dirò adesso sono riportate in questo report e nei successivi e continui aggiornamenti.


È sempre più presente l’esigenza di capire l’importanza dell’alimentazione e dello stile di vita e la prima indicazione è quella di mantenersi normopeso. Sappiamo tutti che si fanno grandi sacrifici per mantenersi in linea per dimagrire ed è importante capire cosa significa mantenersi normopeso.

 

Il peso, infatti, rappresenta una condizione che può caratterizzare l’insorgenza di alcune malattie dell’apparato cardiovascolare ed anche malattie oncologiche.

 

In questa ricerca è stato messo in relazione con malattie cardiovascolari e con i tumori. Cosa significa mantenersi normopeso? Significa mantenere per tutto il corso della nostra vita un Body Mass Index tra 18 e 24,9. Questo indice, chiamato di massa corporea, si ottiene dividendo il peso per l’altezza al quadrato. Il risultato non deve essere al di sotto di 18 e non superare i 24,9.

Per alcune categorie di persone, e mi riferisco agli adolescenti al di sotto dei 18 anni, per cui esistono valori di riferimento diversi, e ai body builder che hanno un peso più elevato dovuto alla loro massa muscolare non si può fare riferimento a questo intervallo, in quanto risulterebbero sovrappeso. Diciamo quindi che non è un indice precisissimo, in quanto non prende in considerazione la massa di grasso presente, però è un buon indice per darci un’idea della categoria di appartenenza.


Oltre a questo indice, dobbiamo poi considerare la circonferenza vita. Essa è correlata ad un maggiore accumulo di grasso nell’addome e questo grasso predispone a malattie cardiovascolari.
Qui i valori di riferimento sono sotto gli 80 cm per la donna e sotto i 94 cm. per l’uomo.  

Potete provare a misurarvelo a casa per verificare se siete all’interno di questo intervallo.


Ecco perché l’importanza di mantenersi normopeso è fondamentale, in quanto l’obesità è la causa di ben 11 tumori e ve li elenco: esofago, fegato, reni, stomaco, colon retto, prostata, tumore al seno soprattutto nelle donne post menopausa, cistifellea, pancreas, ovaie, endometrio.

Sono tantissimi i tumori che hanno l’obesità come fattore di rischio. 

Lo dico perché mi capita di vedere in studio persone malate di tumore, che non si rendono conto dell’importanza che ha un regime dietetico sano ed il mantenere un peso stabile in riferimento alla loro malattia. Anzi, in questi casi, accade proprio di perdere di vista l’alimentazione e quindi mangiare per gratificarsi, tanto si dice: “Sto male e devo gratificarmi”.

Invece il messaggio che voglio far passare oggi, attraverso le mie parole, è che l’obesità e il sovrappeso sono degli importanti fattori di rischio per quanto riguarda le malattie oncologiche e cardiovascolari, ed il grasso, soprattutto quello addominale, non è un tessuto inerte, ma produce infiammazione attraverso delle sostanze infiammatorie, che aumentano la predisposizione alla malattia. Inoltre, l’obesità è correlata all’aumento di ormoni come insulina e leptina, che favoriscono la crescita delle cellule tumorali.


Quindi dimagrire, ma non per avere gli addominali scolpiti, o per avere una forma fisica perfetta, ma dimagrire per fare prevenzione.

Questo è il messaggio che ti voglio far passare oggi e le domande che vi faccio, come tutte le altre volte di Cambia vita con Calma sono le seguenti:

Qual è il tuo peso?

E il tuo indice di massa corporea?

Quanto misura la tua circonferenza fianchi?

Sei nei ranges?

Oppure è meglio incominciare a fare qualche miglioramento?

Fammi sapere e, se hai bisogno, sono disponibile anche in studio per visite individuali per aiutarti, puoi anche scrivermi su Facebook alla pagina Leslye Pario oppure all’email leslye@leslyepario.com

 Nella prossima puntata ti parlerò della seconda raccomandazione.

Dove puoi trovare il calcio se non bevi latte?

 

Secondo le raccomandazioni dietetiche il fabbisogno giornaliero di Calcio va dai 700 ai 1200mg/die a seconda dell’età, del sesso e della condizione fisiologica.

Il calcio è un sale minerale indispensabile per il corretto funzionamento del nostro metabolismo e probabilmente ne hai già sentito parlare perché è importante per le ossa, fondamentale per il suo corretto assorbimento è la Vitamina D.

Il luogo comune che mi trovo spesso a sfatare quando raccomando la riduzione, se non l’astensione dal consumo di latticini per motivi di salute è “se non bevo latte e non mangio formaggio mi manca il calcio”.

Oggi ti voglio illustrare attraverso quali alimenti puoi introdurre la giusta quantità di calcio all’interno del tuo organismo senza incorrere nel rischio di carenza.

Senza contare il fatto che l’eccessiva introduzione di latticini e proteine animali concorre a favorire una situazione di acidosi condizione per cui nonostante tu introduca anche più del calcio necessario non riesci ad assorbirlo perché viene escreto con le urine o si deposita sotto forma di ossalati di calcio nelle articolazioni e nei calcoli.

Senza bere latte puoi ugualmente introdurre il calcio nel tuo organismo?

La risposta è sì!

Riporto a questo proposito di seguito un articolo tratto dal sito Nutri e Previeni in cui viene illustrato uno studio che attesta l’importanza dell’acqua minerale.

Secondo uno studio condotto in Germania e pubblicato dal Journal American College Nutrition. “La caratteristica peculiare dell’acqua minerale è la sua ricchezza in Calcio, senza però avere le calorie che si trovano nel latte e nei suoi derivati – dice Theresa Greupner dell’Università Leibniz di Hannover, autrice principale dello studio – In un mondo con un numero sempre crescente di persone obese o in sovrappeso, è importante ridurre l’assunzione calorica e promuovere alternative per soddisfare la richiesta di Calcio, al di là del latte e dei formaggi”. Lo studio Il lavoro dei ricercatori tedeschi  ha rilevato come il corpo riesca ad assorbire adeguatamente il Calcio da cinque diversi tipi di alimenti, ciascuno contenente 300 mg di Calcio: tre tipi di acqua minerale, il latte e un integratore di Calcio. Alla ricerca hanno partecipato 21 individui. Nessuna differenza è stata evidenziata su come il Calcio veniva assorbito dalle cinque diverse fonti. . La maggior parte delle acque minerali elenca gli elementi presenti sull’etichetta  e più elevata è la quantità di Calcio, migliore è l’acqua come fonte di questo minerale. Una persona avrebbe bisogno di bere due litri di acqua minerale da 500 mg/L al giorno, oppure più di tre tazze di latte per soddisfare il bisogno quotidiano di di 1000 mg di Calcio. Negli Stati Uniti per gli adulti si raccomandano 1.300 mg al giorno di Calcio. In Italia, da questo punto di vista, siamo fortunati. L’acqua minerale che sgorga dalle nostre sorgenti è molto ricca di Calcio. Maria Luisa Brandi, dell’Università di Firenze, ha condotto uno studio che ha dimostrato come il calcio contenuto nell’acqua venga assorbito dall’organismo come quello contenuto nel latte. “Si tratta di un concetto ben consolidato in medicina – sottolinea Maria Luisa Brandi– per cui raccomandiamo acqua ad elevato contenuto di Calcio per i pazienti affetti da osteoporosi”. Journal American College Nutrition – www.nutrieprevieni.it

 

A questo voglio aggiungere anche quali sono le maggiori fonti di calcio provenienti dal mondo vegetale

Anche negli elementi di origine vegetale, come per esempio i semi di sesamo, salvia, rosmarino, e frutta secca a guscio.

Ecco qui una tabella che ti può aiutare

ALIMENTO
Ca mg/100g
Coniglio
22
Gallina
15
Vitello
14
Pollo
5
Alici
148
Aringa
63
Trota
50
Sgombro
38
Tonno
38
Parmigiano
1109
Latte
125
ALIMENTO
Ca mg/100g
Semi di sesamo
850
Salvia
600
Rosmarino
370
Tarassaco
316
Rucola
310
Mandorle
240
Fichi secchi
186
Nocciole
150
Ceci secchi
142
Fagioli secchi
135
Lamponi/Arance
49
Acqua Lete
317
Acqua Sangemini
327
Acqua Ferrarelle
442

 

Il mio consiglio è dunque quello di integrare la tua alimentazione con alimenti ricchi di calcio provenienti dal mondo vegetale, consumare una porzione di vegetali a foglia verde ad ogni pasto tra cui la famiglia delle crucifere che ne contengono in quantità maggiore, e integrare con l’acqua.

 

Un libro che ti consiglio per approfondire l’argomento è IL MIRACOLO DEL PH ALCALINO

 

IL MIRACOLO DEL PH ALCALINO

 

Il prossimo corso in programma per approfondire dal vivo questi temi si svolgerà il 13 novembre dalle ore 21 alle ore 23 presso la palestra Paradise di Albenga.
La quota di partecipazione è 30€

Puoi iscriverti mandando una mail a info@believeit.it o un what’s up a 3478820497

 

>N.b. Questo articolo ha scopo informativo globale.
Per qualsiasi domanda più specifica, rispetto a studi e dimostrazioni
scientifiche. rimango a disposizione per rispondervi.

 

Trappola che impedisce a una dieta di funzionare n.10 L’APPROSSIMAZIONE

 

Trappola numero 10 che impedisce  ad una dieta di funzionare: l’approssimazione.

La decima trappola che impedisce una dieta di funzionare è l’affermazione “Tanto che cosa vuoi che sia”!

“Tanto che cosa vuoi che sia” un pezzo di cioccolato in più…

“Tanto che cosa vuoi che sia” un po’ di pane in più…

“Tanto che cosa vuoi che sia” mangiare un pezzo di torta dopo cena….

“Tanto che cosa vuoi che sia” mangiare 20 mandorle invece di 10….

 

Ti è mai capitato di avere questo pensiero? Ti è mai capitato di fare questa affermazione “Tanto che cosa vuoi che sia”?

Oppure questa: “ Ma un pochino, ma poco, poco!”

Naturalmente te lo sto dicendo perché la maggioranza delle persone che viene qui in studio non si rende conto dell’importanza che hanno le piccole cose.

E se anche tu sei come loro, uscire da questa trappola potrebbe davvero aiutarti per raggiungere il tuo obiettivo.

 

Un punto chiave del metodo C.AL.M.A. è “A piccoli passi ottengo grandi risultati” e se questo è vero è vero anche il contrario… ovvero “a piccoli passi sbagliati raggiungo grandi peggioramenti” che se è vero sono risultati anche, non credo che siano quelli che vuoi ottenere.

 

Per spiegarti meglio questo concetto voglio farti un esempio pratico, che è basato sul calcolo delle calorie.

Prima di leggerlo voglio fare una precisazione. Il calcolo delle calorie è ormai superato perchè nel nostro corpo i fattori che concorrono all’aumento di peso sono molteplici, ma credo comunque che l’esempio che segue sia molto esplicativo del concetto che voglio trasmetterti.

 

Prendiamo in considerazione un caffè zuccherato al giorno

 

1 caffè con un cucchiaino di zucchero (5g) al giorno

1 g di zucchero = 4 Kcal

5 gr di zucchero = 20 Kcal

4 caffè zuccherati al giorno = 80 Kcal

80 Kcal * 30 giorni = 2400 Kcal

2400 Kcal * 12 mesi = 28800 Kcal

28800/7500 (Kcal necessarie per ingrassare un Kg) = 3,84 Kg all’anno solo di zucchero nel caffè

 

E se non prendi così questo esempio può essere esteso a qualsiasi cibo, un biscotto, un cioccolatino, 10 mandorle in più al giorno etc

Come vedi, veramente, basta poco e il pensiero “Tanto che cosa vuoi che sia”! va assolutamente cambiato, va assolutamente migliorato soprattutto se  i tuoi obiettivi sono il dimagrimento e il mantenimento del peso

Il consiglio che voglio darti è quello di cambiare questo pensiero in questo modo: “Tanto che cosa vuoi che sia e allora non lo mangio!”: affermando il contrario!

E’ davvero un piccolo consiglio che farà invece tanta differenza nel tuo percorso.

Non dare mai le cose per scontate, né i piccoli miglioramenti, né i piccoli peggioramenti. I piccoli miglioramenti vanno premiati ed i piccoli peggioramenti consapevolizzati in modo da poterli migliorare.

Per poter portare maggiore conspevolezza a questi piccoli errori ti consiglio di tenere un diario alimentare, annotando oltre ai pasti principali tutti i piccoli extra.

Questo ti aiuterà sicuramente nel correggerti e ti permetterà di raggiungere prima i tuoi obiettivi!

 

Se invece sai già quali sono allora… comincia ORA!

 

Un abbraccio grande!

 

P.s. Condividi questa trappola con chi credi possa averne bisogno.

 

Abbronzati e dimagrisci

 

Ti capita mai di sentirti più bello quando sei abbronzato?

Ti capita mai di essere più di buonumore quando c’è il sole?

Ti capita mai di avere meno fame d’estate?

 

Che il sole sia molto importante per noi è ormai risaputo, vediamo il perché.

La luce solare infatti è uno dei guaritori della natura.

  • causa buonumore: è cosa risaputa che il tasso di depressione è maggiore nei pesi nordici nei quali, per interi periodi dell’anno, non c’è la luce solare.
    Questo succede perché la ghiandola pineale, deputata alla regolazione dei nostri meccanismi adattativi nei confronti dei cambiamenti esterni e interni, produce due ormoni proprio grazie all’alternanza delle fasi di luce e di buio: serotonina (alla luce) e melatonina ( al buio). Senza entrare nei dettagli e semplificando in questo contesto le spiegazioni, possiamo dire che la serotonina regola il buonumore e l’appetito mentre la melatonina accentua il bisogno di riposo e alza il tono dell’umore; tra l’altro la melatonina è lo stesso ormone che rimane “scombussolato” ne jet lag e che viene anche assunto in forma naturale proprio per regolare il ritmo sonno-veglia. Fatte queste semplici precisazioni, si può comprendere e immaginare come esporsi al sole renda attivi, energici, vitali e contribuisca a percepire un minore senso di fame.
  • aiuta a dimagrire: uno studio effettuato dai ricercatori della Feinberg School of Medicine appartenente alla Northwestern University of Chicago, ha dimostrato che coloro che si espongono al sole nelle prime ore del mattino hanno un BMI più basso. In generale il nostro orologio biologico, chiamato anche tecnicamente “ritmo circadiano” e collegato all’alternanza alba-tramonto, svolge un ruolo importante nella regolazione del metabolismo. Svariati studi hanno dimostrato che l’esposizione alla luce del mattino può incidere sia sull’accumulo del grasso corporeo, sia sugli ormoni che regolano l’appetito. Altri studi dimostrano come in soggetti deprivati del sonno e i cui livelli di letpina e grelina (due ormoni che regolano il senso di fame e sazietà) risultino per questo alterati, si ottenga un miglioramento proprio esponendo i soggetti al sole per due ore dopo il risveglio. La ragione sembrerebbe essere imputata al fatto che la luce mattutina sia composta da onde più corte, la “luce blu” che sono in rado di influenzare il nostro ritmo circadiano: perché non provarci?
    Siamo tutti coscienti del fatto che chi comincia bene la giornata è portato a continuarla altrettanto bene… Per cui a voi la scelta!

vitamina D: hai mai sentito parlare della vitamina D? Di solito viene associata al benessere delle ossa. E pensa un po’… il tuo corpo la produce quando la pelle viene esposta alla luce del sole. Essa inoltre aiuta l’assorbimento del calcio e dagli ultimi studi in materia si è appreso come la sua carenza sia correlata a tumori, sclerosi multipla e osteoporosi. Non solo.
Da uno studio del 2012 effettuato su donne 65enni, durante un periodo di 4 anni e mezzo, da parte di un team di epidemiologi ed endocrinologi del Center fo Health Research, Kaiser Permanente, Northwest, Portland, Oregon e pubblicato poi sul Journal of Women’s Health, è emerso che le donne con una carenza di vitamina D hanno una maggiore predisposizione all’aumento di peso corporeo: infatti quando le riserve di vitamina D sono scarsi, aumenta la secrezione dell’ormone paratiroide che a sua volta provoca un aumento della lipogenesi (produzione di grasso) e una diminuzione della lipolisi (utilizzo del grasso). Gli studi degli ultimi anni stanno rivalutando l’importanza di questa vitamina nell’organismo umano, il cui ruolo in passato era limitato solo ala funzione protettiva sulle ossa (osteopenia, osteoporosi, fratture).
La vitamina D:
– aiuta la produzione di leptina che regola il senso di fame
– contrasta la produzione di grasso a livello addominale perché stimola il lavoro dell’insulina
– aiuta il corretto funzionamento dell’intestino
– ha un effetto antinfiammatorio
– aumenta la funzionalità del sistema immunitario
– permette l’assorbimento del calcio
– promuove la densità ossea

Le dosi giornaliere consigliate di vitaminaD sono tra le 1500 e 2000 UI.
Un’esposizione alla luce del sole di braccia e gambe permette di produrre tra le 3000 e 20000 UI mentre 100 gr di salmone ne apportano 600 UI.

 

Il piccolo passo che ti consiglio di fare è quindi quello di esporti al sole almeno 10/15 minuti al giorno magari cogliendo l’occasione per una bella passeggiata rigenerante nelle prime ore del mattino. (ovviamente ricorda la protezione!!)

 

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A piccoli passi viviamo di più

Uno studio all’Università di Harvard ha dimostrato che sono sufficienti piccoli passi per migliorare la salute.

Pensa che sostituire una porzione di carne con una porzione di legumi si traduce con una diminuzione del rischio di morte tra l’8 e il 17%.

Viceversa il rischio aumenta dal 6 al 12% se il cambiamento è opposto.

 

Come sarebbe iniziare ad apportare questo piccolo cambiamento?

Come sarebbe introdurre semplicemente una porzione di legumi in più una volta alla settimana?

Se anche tu vuoi sperimentare il metodo dei piccoli passi, vivendo una meravigliosa settimana benessere nella magia del Marocco scopri di più qui:

 

 

Fonte: http://www.nutrieprevieni.it/piccoli-cambiamenti-della-dieta-riducono-il-rischio-di-morte-ID14876

Trappola che impedisce a una dieta di funzionare n.9 POCA ATTIVITA’ FISICA

 

La 9^ trappola che impedisce ad una dieta di funzionare è fare poca attività fisica.

Molte persone, che si rivolgono a me pensano che migliorare l’alimentazione sia sufficiente per dimagrire. Non è assolutamente così in realtà.

E se è vero che il cambio di alimentazione inizialmente si traduce in un dimagrimento (e di solito peggio si mangiava prima, più il dimagrimento è veloce) accade spesso che sopraggiunge una fase di stallo in cui sarà necessario iniziarti a muovere per non recuperare i Kg persi.

Avresti già dovuto incominciare a praticare movimento, in ogni caso adesso diventa davvero essenziale.

E per fare in modo di renderla efficace è necessario prima di tutto cambiare l’approccio mentale al movimento.

Per movimento intendo un’attività fisica, non per dimagrire, ma per stare bene. Infatti se pensi all’attività fisica soltanto con lo scopo di dimagrire non sarai abbastanza motivato per farla. 

Se il tuo primo pensiero quando senti “attività fisica” è la palestra e di conseguenza il secondo pensiero è “non fa per me” sappi che esistono innumerevoli modi per muoversi anche divertendosi.

Corsa, camminata, nuoto, ballo, bici, yoga, Zumba, pilates, spinning, heat, sci, Wellness Walking, arrampicata, sono solo alcune delle molteplici attività tra cui puoi scegliere.

Provare non costa assolutamente nulla anche perché la maggior parte delle attività danno la possibilità di una prima prova gratuita.
Se non provi e le escludi a priori ti negherai infinite possibilità di miglioramento.
Continua a cercare un’attività che ti diverta e ti piaccia, è un aspetto fondamentale.

Come sarebbe se organizzassi una bella camminata in compagnia dei tuoi amici, del tuo cane o dei tuoi figli? Sarebbe sicuramente più piacevole e divertente, non credi?

Cerca di educare anche i tuoi figli al movimento, ne beneficeranno e si abitueranno a farlo.

Hai mai pensato: “non faccio attività fisica perché sono troppo stanco e stressato”?

E’ esattamente l’opposto.

E’ importante incominciare a muoverti per sentirti più carico di energia. L’attività fisica stimola le endorfine che sono ormoni che riducono lo stress.

Inoltre se ti senti bloccato, senza idee per il tuo lavoro, il movimento ti aiuterà a dare una svolta. Quando ti muovi il tuo corpo produce un fattore neurotrofico di crescita cerebrale (BDNF) che stimola le connessioni neuronali e quindi aumenta la creatività.

A me infatti vengono nuove idee quando mi muovo, faccio attività fisica, o vado a correre o in bicicletta.
Puoi iniziare a piccoli passi ad esempio lasciando l’automobile più lontano dal posto di lavoro, e approfittarne per una breve camminata mattutina, fare le scale invece di prendere l’ascensore per recarti in ufficio, ad esempio, o in qualunque altro posto frequenti.

Come ti ho spiegato i modi per praticare attività fisica sono tanti, uno dei punti chiave del mio percorso Calma è: “C’è sempre un modo”.
Non significa che già da subito devi correre una maratona, bensì che, incominciando a fare un piccolo passo ogni giorno per praticare movimento, creerai un’abitudine sana, che ti porterà a voler camminare ed a volerti muovere tutti i giorni.

Questo sarà il catalizzatore, il piccolo passo che ti permetterà anche di fare molto di più.

Voglio a tale proposito portarti un esempio: durante il percorso Calma che sto tenendo ad Albenga. Nella prima edizione nel 2016 ho parlato di come fare attività fisica e dei suoi benefici e questo non ha portato a grandi risultati; nella seconda edizione nel 2017 invece ho chiesto alla proprietaria della palestra di guidare le partecipanti in una camminata di gruppo ed il feedback è stato molto positivo; alcune di loro da lì hanno iniziato a muoversi quotidianamente.

A questo punto potresti chiederti: che cosa ti manca? che cosa ti stai ancora raccontando?  e/o quali sono le motivazioni fisiche che ancora ti stanno impedendo di praticare quotidianamente movimento?

Quale piccolo passo puoi fare da subito?

A mio avviso la parte più difficile è quella di mettersi le scarpe, vestirsi ed uscire perché poi, una volta uscito, là il movimento viene da sé.

Grazie per avermi letto, alla prossima trappola!

Concentrati su quello che riesci a fare e non su quello che ancora non funziona

 

 

Devo alzarmi prima la mattina….

Devo mangiare più verdura….

Devo bere più acqua….

Devo masticare lentamente…

 

Come insegna Louise Hay il DEVO è un termine che andrebbe cancellato dal tuo dialogo interno. Cosa succede nel momento in cui ti dici troppi “devo”?

Succede che la tua parte emotiva “non vuole DOVERE” ” bensì vuole VOLERE”

Ed è per questa ragione che quando stabilisci un piccolo passo è importante che tu voglia farlo, altrimenti quello che percepirai sarà un senso si costrizione.

E nell’alimentazione non ci DEVONO essere costrizioni, ma solo scelte.

Il devo è collegato a una forzatura, a una rinuncia. “Non devo mangiare la cioccolata” “Non devo mangiare troppo” “Devo fare più movimento”
Per avere successo è necessario traformare la RINUNCIA in SCELTA

“Voglio mangiare sano perchè mi da salute ed energia”

“Voglio ascoltare i messaggi del mio stomaco perchè è lui che sa la quantità di cibo di cui ho bisogno, mi fido”

“Voglio muovermi perchè mi fa stare bene e mi aiuta ad avere pensieri più positivi e più idee”

Le scelte che fai, perchè abbiano successo devono essere collegate ad una motivazione più alta, e spesso il dimagrimento non è sufficiente.
Per intenzione più alta intendo ad esempio che stare bene è importante perchè ti fa vivere meglio con te stesso e con gli altri, migliorano le tue relazioni, la tua produttività sul lavoro, le tue finanze. Puoi migliorare la tua vita a 360° con CALMA® cambiando i tuoi pensieri e migliorando il modo in cui ti nutri.

CIBO VIVO E SANO = CORPO E MENTE VIVI E SANI

Quindi dopo aver stabilito i tuoi piccoli passi e aver eliminato i DEVO, sarà più semplice concentrarti sui passi che riesci a fare e se ancora qualcosa non riesci…. PAZIENZA!
Cambia il modo, oppure semplicemente hai deciso di fare troppe cose insieme che non riesci a gestire.

Se i tuoi piccoli passi ad esempio sono:

– Bere 4 bottigliette di acqua al giorno

– Aggiungere una porzione di verdura ad ogni pasto

– Evitare qualsisai tipo di zucchero e doclificante

– Camminare 1/2 ora al giorno

Riesci tranquillamente a bere e aggiungere la verdura, e non altro, invece di colpevolizzarti continuamente e sgridarti, concentrati su ciò che riesci a fare, pensa magari al mese precedente in cui neanche bevevi e la verdura era ancora una sconociuta.

Pensa a questo, il rischio altrimenti è quello di minare la tua autostima e mollare anche quello che funziona. L’energia va dove dirigi l’attenzione. Per questo motivo in generale se ti concentri sul fallimento e sulla scarsità sarà quello che si verificherà.

Sii grato per i passi che riesci a fare, concentrati su quelli e per gli altri fai il meglio che puoi, non colpevolizzarti.

Nel metodo CALMA® non devono esistere i sensi di colpa, meglio trasformarli in spinta al miglioramento con la domanda “Cosa posso fare per migliorare?”

E’ importante anche non trasformare questi punti chiave della mia filosofia in SCUSE! Questo può essere il rischio. Per cui attento a non cadere in questa trappola.

Con CALMA® non significa modalità RIMANDITE o SCUSITE!

 

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A PICCOLI PASSI OTTIENI GRANDI RISULTATI

C’E’ SEMPRE UN MODO

OGNI MOMENTO E’ UN NUOVO INIZIO

 

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I PUNTI CHIAVE DEL METODO CALMA

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C’è sempre un modo

 

Questa è una citazione che mi ha cambiato la vita.

L’ho scoperta in un video corso di JOE VITALE, un autore di fama internazionale, regista, compositore e tanto altro.

E pensate che Joe Vitale nel 1970 era un senza tetto, non aveva nulla, e dormiva nelle biblioteche pubbliche e nelle stazioni degli autobus.
Quello in cui ha continuato a credere ogni singolo giorno, anche quando le situazioni della vita e le persone erano contro di lui, erano i suoi sogni.

Un’altra conferma del fatto che i limiti che ti dai sono SOLO nella tua mente.
Le persone di successo infatti non sono persone più fortunate delle altre, semplicemente hanno fiducia, riescono a cogliere opportunità dove gli altri vedono solo problemi e quando cadono (si cadono anche loro) si rialzano perchè sanno che fuori dal tunnel c’è sempre la luce, e una luce ancora più splendente.

Come sarebbe se di fronte ad una difficoltà o uno stallo nel tuo dimagrimento invece di perdere le speranze iniziassi a pensare “C’E’ SEMPRE UN MODO, LO TROVERO'”, magari non a caso stai leggendo questo e book.

Come ho trattato nel capitolo OGNI MOMENTO E’ UN NUOVO INIZIO, è proprio la necessità che ti spinge ad essere creativo e rimboccarti le maniche. Trovare soluzioni laddove prima pensavi fosse impossibile farlo.

Come fare?

Intanto è importante CREDERCI ed avere fiducia. Il come arriverà da sè.

L’unica credenza che rende impossibile qualcosa è appunto credere che sia impossibile.

Ed è naturale che se credi che sia impossibile non ti muoverai nemmeno per provarci!

Ricorda che l’unico vero fallimento è mollare.

E dopo essere caduto, ripetiti:

“Ogni momento è un nuovo inizio – C’è sempre un modo – Ce la faccio – Come ce la fanno gli altri posso farcela anche io!”

 

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A piccoli passi ottieni grandi risultati

 

Nel suo libro “Microsoluzioni” Caroline Arnold spiega in maniera chiara e a mio avviso efficace e funzionale ciò che già da anni utilizzo nelle mie visite con i clienti.

Ti sei mai posto ad inizio anno degli obiettivi? Dei propositi del tipo: “Da quest’anno dimagrirò, smetterò di fumare, farò regolarmente attività fisica?”

Io sì, tante volte, ma poi dopo il primo, o il secondo mese al massimo al primo impedimento lasciavo andare tutto sgridandomi e ritornando alle vecchie abitudini.

I grandi propositi, quelli del nuovo anno, cose del tipo “Vado in palestra tutti i giorni”, “Mi metto a dieta e perdo 10 Kg” “Da quest’anno sarò molto ordinato e produttivo” hanno un fallimento nell’80% dei casi.

Questo avviene perché riguardano COSA facciamo e non CHI siamo.

Mi spiego meglio.

Quando cerchi di modificare drasticamente un tuo comportamento, che sia l’approccio all’alimentazione, al riposo, all’attività fisica, alle relazioni etc, agisci direttamente sulle tue azioni spesso spinto da una forte motivazione iniziale che si esaurisce non appena non riesci a portare avanti anche solo per una volta quello che ti eri imposto di fare.

Uno studio del 2000 di Mark Muraven e Roy Baumeister sulle dinamiche della forza di volontà ha dimostrato che l’autocontrollo è una risorsa che si esaurisce ogni volta che si resiste ad una tentazione.

Nel loro libro Volere è Potere Roy Baumeister e John Tierney hanno riportato, tra gli altri, i risultati di uno studio molto interessante sulle dinamiche della regolazione della forza di volontà.

Due gruppi di donne furono sottoposte alla visione di un film strappalacrime. Al primo gruppo fu chiesto di tenere a bada le emozioni, cercando di rimanere il più neutrale possibile, mentre al secondo gruppo fu chiesto di esternare liberamente le emozioni provate.

Dopodiché ad entrambi i gruppi fu chiesto di assaggiare e valutare vari tipi di gelato.

Il risultato è stato che il gruppo di donne che aveva dovuto reprimere le emozioni ne ha consumato il 50 % in più di quello che aveva potuto esternarle liberamente.

Il primo gruppo infatti ha dovuto esercitare più autocontrollo del secondo, facendo esaurire prima la forza di volontà.

Quindi il dover prendere decisioni in continuazione fa esaurire la forza di volontà, anche esercitare autocontrollo è una forma di presa di decisione e alla fine della giornata ti lascerà con meno forza di volontà.

Sorprendente è anche la scoperta che la forza di volontà è dipendente dalla concentrazione di glucosio nel sangue, e quindi il dover prendere decisioni difficili, controllare le emozioni, resistere alle tentazioni esaurisce gli zuccheri. Alcuni studi dimostrano infatti che le persone che consumano bevande o cibi zuccherati riescono a non esaurire la forza di volontà o a ripristinare le scorte.

Con questo ovviamente non ti sto dicendo di consumare più zuccheri per avere più forza di volontà!!!

Il procedere a piccoli passi pre-stabiliti ti permette di non fare troppa fatica e trasformare piano piano le tue abitudini radicate da anni.

Un piccolo passo ripetuto nel tempo diventa un’abitudine, e così come hai costruito e solidificato le tue abitudini attuali così ne puoi costruire e solidificare altre. So già che potresti pensare: “Io sono fatto così, questo è il mio carattere, sono troppo vecchio.”

Bene, se continui a pensare in questo modo non arriverai a nulla.

Le tue abitudini sono il frutto di comportamenti ripetuti nel tempo che via via si sono consolidati e sono diventati percorsi neuronali preferenziali che il tuo cervello mette in atto facilmente.

Ricordi quando hai imparato a guidare? All’inizio era difficile coordinare tutti i movimenti (frizione, marcia, frecce…) e ora non devi neanche più pensarci, basta salire in macchina e subito si inserisce il pilota automatico (almeno spero)

Sconvolgere le abitudini costa fatica, fa paura e anche se razionalmente sai che starai meglio molto spesso è più facile tornare al pilota automatico..

E’ così che al mattino è più facile dirigerti al bar e ordinare un cappuccino e brioche, piuttosto che preparare a casa una colazione sana.

E’ più facile prendere un pezzo di pizza al volo a pranzo, che preparare un pasto sano la sera prima da portare in ufficio.

E’ più facile cucinare sempre le stesse cose, che sperimentare ricette nuove.

E’ più facile sedersi sul divano, che camminare mezz’ora dopo il pranzo…..

Più grande è il cambiamento e maggiore è la resistenza che emerge.

Ma ricorda: PIU’ GRANDE E’ LA FATICA CHE FAI A ROMPERE UNO SCHEMA E PIU’ GRANDE E’ IL SUCCESSO CHE RAGGIUNGERAI UNA VOLTA ROTTO!

 

Io per esempio faccio molta fatica a masticare lentamente. So benissimo che masticare lentamente ha un sacco di risvolti positivi, per cui anche se riesco a farlo 1 volta su 3 continuo a mantenere fede al mio microproposito perchè so che una volta “automatizzato” mi sentirò meno gonfia e digerirò meglio!

 

Caroline L. Arnold nel suo libro Microsoluzioni scrive

“Il microproposito ha lo scopo di correggere una particolare attività guidata dal pilota automatico e non richiede grande forza di volontà… La chiave per una trasformazione duratura è non correre o forzare le tappe ma coltivare il cambiamento con determinazione e pazienza… I micropropositi inoltre si concentrano sul fare, non sull’essere. L’essere diversi da come si è segue, e non precede, l’azione deliberata.”

Una dieta drastica, pesata e misurata, divisa in giorni in cui le abitudini alimentari sono completamente diverse da quelle del soggetto cerca di modificare l’essere in maniera drastica e forzata, sottopondendo la persona ad un forte autocontrollo per resistere alle tentazioni.

Il metodo dei piccoli passi invece arriva a modificare l’essere attraverso la concentrazione sul fare

e tanti fare fare fare andranno a creare un nuovo essere!

 

Quali sono le tue abitudini che incidono maggiormente e in maniera negativa sulla tua salute? (questa domanda ti servirà poi per rispondere a quella successiva)

Quali sono i tuoi piccoli passi facili che decidi di fare da ora per migliorare la tua alimentazione e la tua forma fisica? (scrivine non di più di 2)

N.B. E’ importante che il piccolo passo sia SEMPLICE e FATTIBILE

 

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MICRO SOLUZIONI Creare grandi cambiamenti compiendo piccoli passi

Trappola che impedisce a una dieta di funzionare n.8 LO STALLO

 

LO STALLO

 

Oggi voglio rivelarti quale può essere un’altra trappola che impedisce ad una dieta di funzionare e che spesso emerge dai feedback che i clienti che seguono Calma mi forniscono durante le consulenze e che interviene dopo un primo positivo inizio del percorso.

Ti parlerò dello STALLO.

Cos’è? E’ un momento in cui il peso, superata la fase iniziale del percorso in cui è avvenuto un rapido dimagrimento, non scende più.

In questa fase, di solito, i pensieri e le sensazioni che prevalentemente puoi avere e provare sono di sfiducia e di scoraggiamento o fallimento.

Ecco… voglio darti una buona notizia: non sei l’unico, anzi.. sei umano!

Il dimagrimento infatti non è un processo lineare, piuttosto ha alti e bassi, ci sono momenti  in cui dimagrisci, momenti in cui rimani stabile e momenti in cui puoi anche ingrassare.

Il tuo corpo purtroppo o per fortuna non funziona come un computer ed è importante che tu capisca che, i momenti di stallo sono momenti normali nel percorso.

I tuoi pensieri in questa fase possono essere:

– tanto vale che smetta;

– tutto quello che faccio non funziona;

– è meglio che torni indietro.

Questi pensieri alimentano il fallimento, invece è importante che tu continui a seguire il percorso esattamente come prima.

Come sarebbe iniziare a pensare invece che è tutto ok e che tutto fa parte del tuo percorso?

Domande utili da porti in questo caso possono essere:

Quale piccolo passo posso aggiungere alla mia routine giornaliera che mi può aiutare a raggiungere il mio obiettivo? Che cosa ancora non sto facendo? A quale nuova area del mio benessere puoi ora portare attenzione?

Potresti già aver reso più sana la tua alimentazione, scegliendo alimenti vegetali, vivi (verdure e frutta), cereali integrali, bevendo tanta acqua ed all’inizio hai perso peso, ma ora la bilancia si è fermata e non dimagrisci più.

Che cosa sta accadendo?

Ti aiuto a fare chiarezza: forse hai trascurato l’attività fisica?, oppure quella che fai è poca? Magari stai attraversando un periodo di stress e lo stress all’inizio favorisce il dimagrimento, ma poi, producendo cortisolo in eccesso, accade il contrario, ci si gonfia.

Il consiglio che mi sento di darti è che : se ti trovi vicino ad una fase di stallo accoglila senza contrastarla, piuttosto cerca di capire che cosa ancora puoi fare per perseguire il tuo obiettivo , perché il vero fallimento è mollare.

 

Può esserti utile riformulare il tuo obiettivo e chiederti: quali passi puoi mettere in atto per superare questo scoglio? Di solito la fase di stallo ha una durata variabile: da poche settimane a qualche mese, questo è importante che tu lo sappia e mai pensare che il metodo non sta funzionando. Probabilmente c’è qualcos’altro che puoi fare.

Perciò ti chiedo di non mollare mai, e di andare sempre, sempre avanti a piccoli passi, aggiungendo nuovi strumenti che ancora non utilizzi o non hai scoperto.

 

Ti sono grata di condividere questo articolo con i tuoi amici se lo hai ritenuto utile 🙂

Buona giornata

Leslye

 

Meditazione per gestire il tempo

 

Credo che la gestione del tempo sia uno dei problemi più grandi che ci troviamo a dover affrontare.
E una cattiva gestione del tempo porta di solito a non riuscire ad avere tempo per noi stessi e metterci sempre in secondo piano. Porta ad esempio a non riuscire a organizzare pasti sani o fare attività fisica o non riuscire a incontrare gli amici perché siamo troppo indaffarati.

Ti è mai capitato di sentirti vittima del tempo? Di non averne abbastanza? Di non riuscire a fare tutte le cose che ti eri programmato?

Ecco…. prima di tutto ti do una buona notizia… Non sei da solo!

E’ così per tutti.

Ti assicuro che non è solo una questione di quanto tempo libero si ha a disposizione.

Molti miei pazienti infatti, anche se hanno tempo libero, alla fine non riescono lo stesso a fare attività fisica ad esempio.

Questo ci porta a comprendere che non è solo una questione di tempo a disposizione, ma di come lo sappiamo organizzare.

Più tempo abbiamo per fare una cosa e più tempo impieghiamo. Meno tempo abbiamo e meno ne impieghiamo.

I social inoltre ci portano a sprecarne un sacco.

In che modo puoi gestire meglio il tuo tempo?

In che modo puoi stabilire le tue priorità?

Forse ti programmi troppe cose da fare durante la giornata? Come sarebbe se mettessi solo 3 cose, le più importanti, e non passi ad altro se non prima di averle completate?

Fare troppe cose contemporaneamente infatti non serve a nulla, te lo dico per esperienza… dato che la mia trappola è proprio quella del multitasking, ovvero iniziare a fare mille cose e non riuscire a portarne a termine neanche una. E le cose in sospeso sono come dei fardelli che ci portiamo dietro e che ci appesantiscono.

Oltre a questa meditazione che ti aiuta a cambiare i tuoi pensieri relativi alla gestione del tempo ti consiglio dunque 2 piccoli passi che ho appreso nel mio percorso di crescita personale e che mi aiutano molto nella produttività, sia a casa che nel lavoro.

1) STABILISCI SOLO 3 COSE, LE PIU’ IMPORTANTI

Dividi un foglio a metà.

In una colonna fai una lista di tutte le cose che devi fare.

Chiediti “Se dovessi sceglierne una sola, quale sceglierei?” e trascrivila nella seconda colonna

Chiediti di nuovo “Se dovessi scegliere una seconda cosa quale sceglierei?” e trascrivila nella seconda colonna

E ancora “Se dovessi scegliere una terza cosa quale sceglierei?” e trascrivila nella seconda colonna

Stabilisci entro quando fare le tre cose che hai scritto e falle, prima di passare ad altro.

E’ un esercizio che puoi fare ad inizio settimana, o ogni mattina al lavoro, o in qualsiasi momento in cui ti senti sopraffatto dai mille impegni.

2) REGOLA DEI DUE MINUTI

Se un compito necessita meno di due minuti fallo subito, ti sentirai molto più leggero subito dopo.

3) ASCOLTA LA MEDITAZIONE MATTINA E SERA

 

Fammi sapere come va:)

Buona giornata:)

Leslye

Ogni momento è un nuovo inizio

 

OGNI MOMENTO E’ UN NUOVO INIZIO

Quante volte ti è capitato di cadere, di scivolare o di sgarrare in una dieta venendo meno alle regole?
E quante volte ti sei detto “ecco non sono riuscito” “anche questa volta è andata male” “ho sgarrato una volta, ormai ho rovinato tutto e tanto vale sgarrare di nuovo” e magari rovinare tutto?
Cadere è normale, fa parte della vita che è fatta ad alti e bassi. Di crisi più o meno passeggere.
Quando ti trovi in quel momento di crisi hai due scelte: contiNuare a cadere perdendo la fiducia in te stesso oppure sviluppare RESILIENZA. E’ in tuo potere infatti decidere quanto durerà quel periodo di crisi.
In psicologia la RESILIENZA è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici.
E questa abilità non e’ riservata a pochi eletti, si trova invece in ognuno di noi, la cosa importante è imparare ad usarla.
Ripensando al tuo passato sono sicura che hai affrontato una difficoltà e ne sei uscito vincitore e più forte.
Come sarebbe ogni volta che ti trovi di fronte a una caduta invece di colpevolizzarti e perdere la fiducia di riuscire, iniziare a chiederti “cosa c’è qui per me?” “Cosa posso imparare da questo?” “Quali nuovi insegnamenti mi sta dando la vita in questo momento?”
Come sarebbe iniziare a pensare che tutte le nostre cadute sono semplicemente dei momenti di insegnamento?
Passare dallo stato di vittima di una situazione allo stato di protagonista.
La vittima infatti subisce la situazione, mentre il protagonista la prende in mano e cerca di cambiarla.

Quando cadi inizia a ripeterti OGNI MOMENTO E’ UN NUOVO INIZIO e fatti due domande
1) Cosa posso fare per migliorare?
2) Come mai è avvenuta questa caduta?
Se trovi il motivo della caduta puoi prevenire quella successiva.
Ad esempio se ti accorgi di essere troppo stressato e mangi per stanchezza sarà necessario rallentare, trovare dei momenti per te stesso qualche ora alla settimana o un po’ di tempo ogni giorno.

Se il problema è il tempo sarà necessario riorganizzarlo in base alle tue priorità.
COME CE LA FANNO GLI ALTRI CE LA PUOI FARE ANCHE TU
L’UNICO VERO FALLIMENTO E’ MOLLARE!

Buona giornata

Leslye

 

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Frutta e verdura per contrastare lo stress

 

In una scorsa puntata abbiamo già affrontato il tema dello stress e come gestirlo.

Sempre più studi scientifici dimostrano dell’importanza dell’alimentazione per contrastare lo stress o meglio per gestirlo in maniera più efficace con energia e vitalità.

Quando siamo stressati ci lasciamo prendere dagli eventi e non riusciamo ad organizzare bene i nostri pasti, e mangiamo quello che capita… come pizza, focacce, un panino…
anche se ormai in tutti i locali servono verdure e secondi piatti.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal Open dall’Università di Sydney, ha dimostrato che il consumo di frutta e verdura è un potente antistress soprattutto per le donne.
Questo studio ha preso in esame 60.000 australiani in un’età media di 45 anni, analizzandone lo stato psicofisico tra il 2006 e 2008 e nel 2010.

Chi mangiava tra le 5 e 7 porzioni di frutta e verdura al giorno riusciva il rischio di stress del 14%, dato maggiore per le donne il 23%.

In generale il mio consiglio è che se vi state trovando una situazione particolarmente stressante aumentate il consumo di frutta e verdura, in modo da introdurre cibo vivo e ottenere energia.

In caso contrario andrete ad aggiungere alla situazione già stressante, uno stress di tipo metabolico, ovvero il mangiare senza nutrirvi.

E non importa il peso in questo caso, anche per le persone magre è importante.

Per cui il piccolo passo da fare in questo caso è

Introdurre 5-7 porzioni di frutta e verdura al giorno (per porzione si intende circa 200 gr di alimento).

Un abbraccio

Arrivederci alla prossima puntata

 

 

Fonte: https://medicalxpress.com/news/2017-03-veggies-day-stress-blues.html

Mangiare senza senso di colpa con i Jolly

 

I JOLLY
GIOCATI 3+1 JOLLY A SETTIMANA E FAI PACE CON IL CIBO “NO”
Ti è mai capitato di iniziare una dieta con entusiasmo il primo mese rispettando attentamente colazioni, pranzi e cene?
E ti è mai capitato dal secondo o terzo mese in poi un calo di motivazione e di iniziare a infrangere le regole e fare più pasti liberi o piccoli sgarri fino al risultato di abbandonare dopo pochi mesi e riprenderti i Kg persi?

Non è il singolo sgarro che fa la differenza, è piuttosto il film mentale che si crea nel momento in cui lo sgarro avviene.

HO SGARRATO – SONO CATTIVO – ANCHE QUESTA VOLTA NON SONO RIUSCITO – MI SENTO IN COLPA- TANTO VALE CHE MANGIO ANCORA – NON RIUSCIRÒ MAI A DIMAGRIRE

E’ molto importante iniziare a cambiare questo dialogo interno per avere successo nel cambiamento di alimentazione.

Il chiamarlo “pasto libero” o “pasto eccezionale” equivale a dire che gli altri pasti non lo siano e sentirsi ancora di più a “regime”
Lo “sgarro” nella maggior parte dei casi fa scattare il “senso di colpa” e una serie di pensieri tra i quali “tanto ormai ho sgarrato, continuo a farlo”, “mi ci rimetto da domani”, “non sono stata bravo/a”, “vedi, tanto non ce la faccio” e così via. Non è tanto lo sgarro in se che fa male, quanto quello che ne deriva dopo, ovvero una serie di pensieri di critica, vittimismo, rabbia e senso di colpa.

Per questo in Calma® ho introdotto l’utilizzo dei Jolly, strumento ne ho conosciuto grazie alla Biologa Nutrizionista e Psicologa Marilù Mengoni autrice di molti libri tra cui DIMAGRISCI CON LA PSICOALIMENTAZIONE ®35

Cosa sono, a cosa servono e come si usano?

I jolly come ben sai sono delle carte che ti possono aiutare nel gioco. Nel gioco della scala 40 (prendo questo esempio perchè è l’unico che conosco:)) acquistano il valore che gli dai, puoi decidere tu quando e come giocarli, ed è meglio giocarli altrimenti alla fine vanno pagati.

In Calma i jolly sono quegli alimenti che hai deciso di non consumare (non per dimagrire, ma per il tuo benessere), per esempio possono essere le farine bianche, o gli zuccheri semplici o le bevande gasate, o il vino, i dolci, i superalcolici… poco importa….
E che puoi giocarti 3+1 volte alla settimana.

3 jolly piccoli equivalgono a una porzione: può ad esempio essere un pezzo di focaccia, un pezzo di torta, colazione al bar con brioche o cappuccino, il tuo bicchiere di aperitivo con gli amici, un gelato, una cioccolata calda….

1 jolly grande equivale invece a un intero pasto: può essere ad esempio la pizza al sabato sera con gli amici, un pranzo o una cena al ristorante o a casa di amici….

Servono ad evitare il senso di colpa associato al “non lo devo fare”. Qui invece lo puoi fare con tranquillità.
Non è un Jolly che fa la differenza, la fa ovviamente se la trasformi nella dieta del Jolly, come ha fatto la mia amica Valeria… lei l’ha provata e ovviamente lascio a voi immaginare il risultato.

Serve anche ad evitare la classica frase “non posso, sono a dieta”, e permetterti di coltivare quell’aspetto conviviale molto importante, che spesso nelle classiche diete viene meno.
Puoi anche divertirti ad insegnarlo ai tuoi amici che ti guarderanno sbigottiti chiedendoti mentre ti gusti un buon gelato “ma tu puoi?” “ma non sei a dieta?”
E tu fiero risponderai: “Certo, mangio quello che voglio, io non sono a dieta, mangio sano e sto cambiando alimentazione, e questo è il mio Jolly!”

Per ultimo e non meno importante i jolly servono a far pace con il “cibo NO”, ognuno ha il suo…
E farlo diventare cibo SI, senza aver paura di mangiarlo e sapendo che non è una volta che incide, ma che sono le volte ripetute tutti i giorni, i “tanto cosa vuoi che sia”.

 

Buona partita!

Leslye

Lo stress: cos’è e come gestirlo?

 

 

 

Lo stress è un termine molto utilizzato al giorno d’oggi, è un termine diffuso in moltissime lingue del mondo così come tale ed è stato introdotto da Hans Silly, un dottore che fece molte ricerche sull’argomento.

Negli anni ’60 pubblicò un libro intitolato “Lo stress della vita” e con questo libro segnò un grande cambiamento nella medicina. Lui spiega che durante le situazioni che ci stressano il nostro corpo reagisce liberando gli ormoni dello stress come il cortisolo e l’adrenalina che aiutano la possibilità di sopravvivenza in condizioni difficili.

Il corpo vede lo stress come un pericolo.

In epoca preistorica lo stress era per esempio il pericolo rappresentato dal leone che attaccava e da cui dovevamo scappare per non morire.

Lo stress in realtà non è tanto quello che avviene all’esterno di noi. E’ invece il modo in cui noi reagiamo a quello che avviene all’esterno di noi.

Esistono 4 classificazioni di stress

STRESS BIOLOGICO ad esempio quando non si riesce a trovare cibo per mangiare

STRESS TERMICO E FISICO estremo calore o estremo freddo che costringe il corpo a mantenere la temperatura corporea

STRESS EMOTIVO una situazione in cui il nostro corpo si stressa a causa di emozioni quali rabbia, paura, senso di colpa, preoccupazione, frustrazione….

STRESS METABOLICO di più recente classificazione, ovvero il fatto di nutrire il nostro corpo con alimenti che danno calorie ma non le sostanze chimiche necessarie e i nutrienti come vitamine, sali minerali e fibra per funzionare in modo perfetto. Alimentarci senza nutrirci.

Più mangiamo alimenti vivi più avremo energia, viceversa più mangiamo alimenti morti meno energia avremo.

E’ quindi necessario iniziare ad alimentarci di alimenti vivi per poterne trarre il nutrimento corretto.

Cosa fare dunque per migliorare questo stress metabolico?

1. Bere acqua

2. Sostituire gli zuccheri semplici con i carboidrati complessi e integrali

3. Introdurre almeno 5 porzioni tra frutta e verdura al giorno

4. Dormire almeno 7-8 ore per notte

 

 

 

 

Trappola che impedisce a una dieta di funzionare n.7 L’OSSESSIONE PER IL PESO

 

La trappola n. 7 che impedisce a una dieta di funzionare è l’eccessiva OSSESSIONE PER IL PESO o meglio identificarsi e valutarsi in base al proprio peso in Kg.

Come per avere più autostima e amarti di più è importante separare CHI SEI (la tua persona) da COSA FAI (dal tuo comportamento) nello stesso modo per il peso è necessario iniziare a SEPARARE IL TUO VALORE DAL VALORE CHE VEDI SULLA BILANCIA.

Magari sei in un periodo in cui hai iniziato a migliorare molti comportamenti, stai bevendo di più, ti stai muovendo, stai mangiando più verdura, stai assumendo cereali integrai, stai più attento ai jolly…

Ti stai sentendo molto meglio fisicamente e mentalmente… e decidi di pesarti.

Cosa succede se la bilancia non conferma il tuo stato di benessere?
Cosa succede se ti aspetti di essere dimagrito 1 o 2 kg e la bilancia non te lo conferma?

Nella tua mente inconscia iniziano a manifestarsi dei pensieri non utili del tipo “allora tutto quello che faccio non serve a nulla, tanto vale rimanere come prima” emerge uno stato di sconforto, rabbia e tristezza nonostante fino a poco prima stavi bene ed eri contento dei tuoi miglioramenti.

E’ importante iniziare a separare il TUO VALORE da quello che ti dice la bilancia e iniziare a sentirti bene esattamente così come sei.
Questo non significa rassegnarsi, significa piuttosto entrare in uno stato d’animo più funzionale per poter proseguire il tuo percorso e chiederti “cosa ancora non sto facendo?” “cosa ancora posso migliorare?”.

Il peso è sempre un’espressione di qualcosa che non va all’interno di noi, il più delle volte risponde ad un disagio emotivo che colmiamo con il cibo, altre volte è semplicemente l’espressione di abitudini scorrette.
Invece di entrare nel ruolo della vittima, diventa protagonista, non arrenderti e chiediti: IN CHE MODO POSSO MIGLIORARE? COSA ANCORA NON STO FACENDO? QUALI AREE DELLA SALUTE ANCORA NON STO PRENDENDO IN CONSIDERAZIONE?

1 NON SEI IL TUO PESO, STIMATI ANCHE CON QUALCHE KG IN PIU’

2 ACCETTA IL VALORE DELLA BILANCIA ED UTILIZZALO COME ENERGIA PER MIGLIORARTI ULTERIORMENTE

Buona giornata

Leslye

Trappola che impedisce a una dieta di funzionare n.6 BERE POCO

 

Molto spesso ci soffermiamo su che cosa dobbiamo mangiare, sui cibi da evitare ma non ci accorgiamo quanto poco, invece, stiamo bevendo.

E’ stato scientificamente provato che l’acqua attiva il metabolismo, sapevate che bevendo 1,5 l di acqua in più al giorno potete perdere circa 2,5 kg l’anno?

L’acqua, inoltre è il solvente che ci permette di smaltire più facilmente le scorie e le tossine che il metabolismo accumula, infatti se questo meccanismo non funziona a dovere il dimagrimento viene rallentato. (Per approfondire puoi leggere anche questo articolo)

In più l’acqua rende più lucidi mentalmente, in quanto il nostro cervello è immerso in una matrice acquosa. Avere un cervello disidratato significa fare molta più fatica in tutte le attività quotidiane.

Molto spesso si da poca importanza all’acqua, e ci si focalizza sul cibo e sul movimento, che certamente sono importantissimi per un corretto dimagrimento ma per prima cosa è necessario chiedervi se state bevendo abbastanza.

Quanto bere?

Considerate che sono necessari 0,4 ml per kg di peso corporeo, perciò se il vostro peso si aggira intorno ai 60 kg saranno necessari almeno 1,5l o 2 l di acqua.

Quanto bere rimane comune qualcosa di soggettivo che dipende anche dalla temperatura esterna e dall’attività fisica svolta. Ovviamente in estate occorre bere di più, così come se si suda molto durante l’attività sportiva.

Come rendervi conto se state bevendo abbastanza?

Un test utile è quello di osservare il colore e l’odore delle urine.

Urine molto gialle e maleodoranti sono indice di disidratazione e intossicazione, urine limpide e inodori indicano invece che l’idratazione è corretta.

Un piccolo passo da mettere in pratica se vi siete resi conto di essere vittime di questa trappola è quello di aumentare di due o tre bicchieri al giorno, e già dal giorno vi potrete accorgere dei benefici.

 

Un grande abbraccio

Leslye

 

Meditazione con affermazioni per dimagrire

Una nuova meditazione con affermazioni per dimagrire da ascoltare al mattino e alla sera e durante l’arco della giornata per almeno 1 mese.

Grazie a questa meditazione riuscirai a

– rilassarti

– riprogrammare la tua mente inconscia

– cambiare lette convinzioni non utili riguardo al peso e alla forma fisica

– dimagrire

– sentirti meglio

– diventare più costante

 

Buon ascolto

 

Leslye 🙂

 

Scopri qui la meditazione per la forma fisica ideale

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