Cosa significa mangiare sano per te?

Quando ho fatto questa domanda su Facebook qualche giorno fa la maggior parte di risposte che ho ricevuto da chi già mi segue da un po’ sono state confortanti.
Mangiare sano è dare nutrimento al corpo sentendosi bene, con la libertà di scegliere i cibi che più piacciono e non essere a “stecchetto”.
Per molti invece mangiare sano significa sacrificio e mancanza di sapore e piacere.
Per questa ragione ho voluto intervistare e dedicare questo articolo ad una mia amica e Chef Rosa D’agostino, lei e il suo lavoro sono l’espressione che il conubbio mangiare sano e goloso allo stesso tempo è assolutamente possibile.

 

L.: ciao Rosa, benvenuta

R.: ciao Leslye Buongiorno

L: ci siamo già incontrate qui a Liguria Web.TV, ma i nostri telespettatori spesso perdono le puntate e sono molto curiosi e quindi ho voluto riaverti qui, perché tu possa meglio raccontare chi sei, cosa fai e qual è il tuo punto di forza. Conosco molto bene Rosa perché ci aiuta anche nel Gruppo Facebook di Calma. Rosa è una chef. Vuoi dirci qualcosa di te? In che modo hai cambiato il tuo lavoro.

R.: io sono chef da ormai 30 anni, è da 30 anni che sono in cucina. Una decina di anni fa mi sono chiesta perché alcuni cibi per essere buoni, dovevano non essere poi così sani e salutari come avrebbero dovuto essere, perché secondo gli insegnamenti di Leslye, il cibo essendo un nutrimento, dovrebbe fare bene e non soltanto appagarci nel momento che lo si mangia. Nelle mie ricerche ho scoperto che non si era sempre mangiato così e che le ricette della tradizione erano molto più semplici più sane e più gustose una volta la gente mangiava molti più vegetali. Da questo spunto ho introdotto nella mia cucina dei piatti sempre più vegetali. Ho introdotto verdure coltivate biologicamente, ho incominciato a togliere grassi zuccheri e cibi raffinati laddove posso.

L.: la tua cucina si trova a Castelbianco Ristorante da Gin vero?

R.: sì

L.: Sappiamo quanto è importante, quanto vi annoio con la storia degli zuccheri, ma è veramente fondamentale per la salute. Quello che mi piace del lavoro di Rosa, e sono spesso a mangiare nel suo ristorante, è che riesce a cucinare goloso e gustoso utilizzando ingredienti sani che non appesantiscono troppo la digestione. Apprezzerete come dopo un pasto da lei non ci si appesantisca, anzi si stia bene, anche se farete la cena.

R: è vero! Ormai siamo arrivati a dei dessert che contengono 200 gr di zucchero in 200 gr di farina ed è veramente qualcosa di esagerato; oppure, un altro esempio, contengono 4 uova, laddove sarebbe sufficiente che ne contenessero 1 o addirittura nessuna. Abbiamo troppo appesantito la cucina.

Quindi riportando la cucina a dei cibi veri, integrali e sani ritorna il gusto degli ingredienti che tu stai mangiando, invece di appesantirti.
Quindi mangi un pomodoro o una melanzana e senti il loro gusto. Non è necessario che sia coperto di zucchero o di salsa. Per me è importante ed è la mia più grande soddisfazione quando, partendo da una zucchina e riesco a tirare fuori una polpetta e so che dentro ci sono solo semi o delle farine integrali e via di seguito e sentire che è buono.

L.: normalmente, poi ditemi se sbaglio, è difficile cucinare in questo modo, quanto persone per me lo dicono, e non so se anche a te capitano, ci vuole un sacco di tempo

R.: beh, di tempo per cucinare bene ce ne vuole sempre e perciò utilizziamolo per cucinare dei cibi che ci fanno bene. Inoltre cucinare sano non è difficilissimo, bisogna solo conoscere la tecnica; abbiamo imparato che è comodo mettere un uovo e tutto rapprende, mettere la farina bianca e diventa tutto un cemento, quindi tutto sta in piedi; invece dobbiamo solo scoprire degli ingredienti che sono più sani per noi, più giusti e il risultato è uguale identico.

L.: Lo posso testimoniare perché sono stata ad un suo corso di cucina, perché Rosa fa anche corsi di cucina e quindi basta che seguiate la sua pagina “Chef Rosa D’Agostino” per rimanere in contatto, con il corso sono addirittura riuscita io a cucinare una meravigliosa torta al cioccolato che è diventata bella, soffice, morbida e profumata e veramente gustosa e nessuno di quelli che l’hanno assaggiata ha detto o pensato che non ci potesse per esempio essere il burro…

R.: esatto, infatti quello che la maggior parte delle persone mi dicono è: “…ma scusa, se non metti le uova, se c’è poco zucchero, se non c’è il latte, se non c’è il burro, come fa ad essere buona?…” beh ci sono delle altre cose che sono più buone, pertanto si può si può cucinare così.


L.: Rosa  è possibile davvero mangiare i fiori?

R.: sì certamente è possibile mangiare i fiori, perché non dovrebbe essere così, sono buoni tutti ed ogni fiore ha un suo gusto e dà l’opportunità di essere usato in un piatto o in un altro, inoltre sono anche belli.
Sinceramente poi quando li metti in un piatto danno allegria ti fanno venire davvero voglia di mangiare.

Una domanda che mi faccio spesso quando cucino e quando guardo un ingrediente che non ho mai utilizzato è: “Chi ha deciso nei secoli cosa si poteva mangiare e cosa no, perché mangiamo il rosmarino e non mangiamo il nasturzio? perché mangiamo la salvia e non mangiamo la menta, chi lo ha deciso?
Quindi ho pensato che fosse solo una questione di praticità, perché se mangi una mela ti senti soddisfatto se mangi dei fiori devi magari mangiarne un cestino, però non sono diversi dalla salvia o dal rosmarino.

L.: e quindi ogni fiore inteso come un ingrediente per rendere più bello, anche visivamente il piatto, più gustoso…

R.: direi più bello e più gustoso, più saporito, perché faccio diversi esperimenti e a volte lo faccio proprio apposta, mi bendo e preparo un piatto con dentro i fiori e un altro senza i fiori per sentirne il sapore e vi invito anche a voi se vi dovesse capitare di trovare i fiori in commercio a fare questo esperimento sentirete subito la differenza nelle insalate, nelle minestre, nelle frittate

L.: da quanto tempo utilizzi i fiori in cucina?

R.: da una decina d’anni. Mi aveva colpito un roseto con delle rose antiche vicino a casa di mia sorella che si era trasferita da poco. Un giorno guardando quelle rose ho detto ma servono solo per la bellezza ma è possibile che debbano stare lì fino a quando non muoiono e non servano a nessuno? Allora ne ho raccolte un paio, le ho assaggiate, perché naturalmente noi chef mettiamo in bocca qualsiasi cosa, e speriamo di non morire avvelenati prima o poi. Ne ho sentito il sapore e la prima cosa che mi è venuta in mente è stato il risotto: ebbene sì il mio primo piatto con i fiori è stato un risotto con le rose che era eccezionale veramente buono lo consiglio, potete provarlo se avete delle rose biologiche provate!

L.: una domanda: dove si trovano questi fiori? li troviamo già in commercio oppure no? ho visto già al supermercato qualcosa fatto con i fiori?

R.: qui siamo fortunati perché abbiamo un’azienda biologica a cui mi rivolgo che è l’azienda di Marco Ravera RAVERA Bio, che produce fiori commestibili e li esporta ed io mi affido a lui; poi naturalmente ci sono anche fiori che si possono raccogliere nei campi quando è stagione, ed io ho il mio orto, me li pianto e così ho la tranquillità di poterli prendere in qualunque momento. In realtà, se ci pensiamo bene, anche la camomilla è un fiore che viene utilizzato normalmente per la tisana lavoro… ad esempio il rosolio, famoso liquore inglese che bevevano le donne nell’ottocento, io lo produco utilizzando le rose dei miei roseti ed è fatto con petali di rose. I fiori li abbiamo sempre usati, secondo me, soltanto che ce li siamo dimenticati.

L.: interessante! Quindi nel tuo ristorante proponi piatti con i fiori?!

R.: Eh sì certo, non riesco più a farne a meno sinceramente, non ce la faccio, propongo le maionesi con i fiori, le torte, per esempio ieri ho raccolto alcuni i fiori per il servizio della domenica poi me ne sono avanzati e così li ho messi in una frittata…bellissima!!! Frittata con i gerani.

L.: Dovrei venire ad imparare ed assaggiare in quanto non saprei da dove cominciare

R.: prima assaggiate il sapore del petalo e poi pensate a dove metterlo…

L.:  ho assaggiato qualcosa alla lavanda una panissa di ceci tipica della nostra zona con la lavanda, questo mi ricordo di aver assaggiato però è veramente interessante. E così potrete sicuramente vedere quanto belli sono veramente i suoi piatti oltre a quello che avete visto adesso in sovraimpressione. Quindi io ti ringrazio tanto Rosa per averci questa novità assoluta. Perfetto allora intanto vi invito a seguire il sito internet www.dagin.it , la pagina Facebook in cui Rosa posta le sue ricette e, per tutti coloro che si vogliono unire al nostro incontro abbiamo fissato il 29 e il 30 di settembre, in cui farà un minicorso, una chiacchierata diciamo e si può unire seguendola la mia pagina Facebook, Dottoressa Leslye Pario. Quindi vi aspettiamo numerosi, rimanete in linea perché abbiamo una puntata veramente speciale subito dopo grazie.

R.: grazie Leslye e buona giornata a tutti.

La tua Doc

P. S. 👇🏻👇🏻👇🏻

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