Negli studi universitari si insegna che la biodisponibilità di una sostanza nutritiva è la relazione tra la dose consumata durante un pasto e quella che effettivamente raggiunge  il suo principale sito di azione nell’organismo.

T. Colin Campbell nel suo libro ci offre un’altra chiave di lettura.

“Se per esempio durante un pasto consumiamo 100 mg di vitamina C e 500 mg in un pasto successivo, questo non significa necessariamente che il secondo pasto permetta a una dose quintupla di vitamina C di raggiungere il tessuto in cui produrrà il suo effetto.”

Questo dipende da ciò di cui il corpo ha bisogno in quel preciso momento.

In parole semplici: se il nostro corpo non necessita di vitamina C possiamo mangiare anche un Kg di arance che non riusciamo ad utilizzarla, se il nostro corpo invece ne ha bisogno si 🙂

“Utilizzando un linguaggio più scientifico: la proporzione di una sostanza nutritiva digerita, assorbita e inviata ai vari tessuti e alle cellule che li compongono è in grande misura dipendente da fabbisogno di quella sostanza nell’organismo in quel dato momento.”

La cosa meravigliosa è che il nostro corpo è una macchina perfettamente in grado di scegliere quali nutrienti utilizzare e scartare senza metabolizzarli.

Questo è il motivo per cui le diete pesate e misurate e calcolate al milligrammo non rientrano nel mio modo di lavorare, preferisco invece quando la persona è disponibile aiutarla nel cambiamento graduale di alimentazione aiutando l’ascolto del corpo e di quello di cui ha bisogno.

Il nostro corpo ci dice ciò di cui ha bisogno se solo riusciamo ad ascoltarlo!

Questo articolo è adattato dal libro Whole-Vegetale e integrale