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INFIAMMAZIONE E STILE DI VITA

INFIAMMAZIONE E STILE DI VITA

Cos’è l’infiammazione? In che modo l’alimentazione e lo stile di vita possono migliorarla?

Ho già toccato questo argomento in questo articolo e in questa masterclass per cui ti invito a dare un’occhiata per integrare.

Oggi tratterò l’argomento dal punto di vista un po’ più riflessivo e scientifico riassumendo un evento che ho tenuto per la mia casa editrice Anima Edizioni lo scorso 18 febbraio.
Mi scuso se alcuni termini potrebbero sembrare arabo, ma sicuramente più comprensibili per un collega o una persona appartenente alle professioni sanitarie.

Quali sono le correlazioni esistenti con la depressione? E con le malattie neurodegenerative?
In che modo lo stress e la disbiosi intestinale possono influire ad aggravare la condizione infiammatoria? O in che modo può avvenire il contrario?

SIAMO UN SISTEMA COLLEGATO

La Psiconeuroendocrinoimmunologia è un paradigma scientifico relativamente recente che sostiene che i nostri sistemi, il nervoso, l’endocrino, l’immunitario e la psiche siano collegati e comunichino in maniera bidirezionale influenzandosi reciprocamente.
Una delle scoperte più importanti in questo campo è stato il fatto che alcune sostanze possono attraversare la barriera ematoencefalica (che si credeva totalmente impermeabile).
E’ così che un’infiammazione intestinale può influire su un’infiammazione cerebrale.

COSA AVVIENE DURANTE IL PROCESSO INFIAMMATORIO?

Nell’immaginario collettivo l’infiammazione è sinonimo di disturbi più o meno gravi.
In realtà i meccanismi infiammatori sono sempre in funzione del buon funzionamento del nostro organismo, per cui non è concepibile un’infiammazione a livello zero. Il fine non è l’annullamento dell’infiammazione ma il suo controllo, il suo equilibrio.

Si tratta di un fenomeno complesso che può avere diverse cause (già descritte qui) , che può coinvolgere sistemi diversi e che viene regolato sia da meccanismi immunitari che nervosi. Solo applicando un punto di vista d’insieme riusciamo a comprendere meglio il meccanismo.

La sede di inizio dell’attività infiammatoria è rappresentata dalla parete interna dei vasi sanguigni.

Quando applichiamo sulla pelle uno stimolo nocivo esso viene raccolto dalle terminazioni nervose (fibre tipo C) che rilasciano una sostanza definita P che è un messaggero del dolore e un induttore della risposta infiammatoria da parte delle cellule immunitarie presenti nel derma (mastociti che liberano istamina).

Allo stesso tempo l’endotelio (la parete interna del vaso sanguigno)  rilascia altre sostanze chiamate bradichinine, prostaglandine, specie reattive dell’ossigeno e dell’azoto con la conseguente dilatazione del vaso, perdita di fluidi, gonfiore e rossore, tutti i segni dell’infiammazione che richiamano le cellule immunitarie e attivano i fattori della coagulazione. Le prime cellule che accorrono per riparare il danno si chiamano NEUTROFILI che a loro volta chiedono aiuto ai LINFOCITI.

Nella reazione di fase ACUTA possono essere coinvolti diversi organi e quindi avere conseguenze diverse:

CERVELLO: febbre, anoressia, sonnolenza, attivazione dell’asse dello stress e altri sistemi
FEGATO: produzione delle proteine di fase acuta
OSSO: perdita di massa ossea e blocco da parte del midollo della produzione di globuli rossi
GHIANDOLE SURRENALI: incremento del cortisolo (prodotto dalla midollare) e catecolamine (dalla corticale)
MUSCOLO: blocco sintesi proteica, richiamo di glutammica da parte del fegato
TESSUTO ADIPOSO:  alterazione del metabolismo dei lipidi
VASI: alterazione dell’omeostasi del sangue

Come ho detto in precedenza l’infiammazione è utile al nostro organismo per combattere stimoli nocivi. Quando però non viene risolta e non si ha un ritorno alla “normalità” e diventa cronica allora iniziano i problemi  le conseguenze che ne possono derivare sono diverse a secondo della predisposizione genetica individuale e dei fattori concomitanti.

CORRELAZIONE INFIAMMAZIONE – PATOLOGIE

 

Una doverosa premessa che voglio fare è che non bisogna pensare che l'infiammazione sia la causa di tutti i mali, potrebbe essere anche una conseguenza. Nel senso che nel nostro organismo i nostri organi e sistemi comunicano in maniera bidirezionale e si influenzano a vicenda.

Ad esempio potrebbe essere che un eccessivo stress emotivo causi infiammazione intestinale che poi si ripercuote su tutto il corpo, così come un tipo di alimentazione infiammatoria a lungo andare provochi neuroinfiammazione e disturbi dell'umore.

Ti invito a ragionare in un'ottica di INSIEME e non a pezzi: solo in questo modo sarà più facile comprendere che l'alimentazione è una parte del percorso così come lo è lo stile di vita che include: relazioni sociali, meditazione, respiro, attività fisica, espressione creativa, sonno e riposo, tempo per noi stessi.


Per un miglioramento della nostra salute è necessario considerare la vita nel suo insieme.

Se anche tu sei tra quelle persone che sono vittime della dinamica "ma io mangio bene e non dimagrisco" oppure "mangio bene ma ho sempre la pancia gonfia" ti invito a riflettere di quanto sia il tuo livello di stress nella tua vita e se ad esempio mangia bene a pasto ma poi ti concedi troppi Jolly fuori pasto.

Ricordo ancora una ragazza che mangiava davvero bene, aveva  il suo menù settimanale che rispettava, ma il suo lavoro stressante la portava a cercare quella pausa nel cioccolatino di troppo tutti i giorni.
Risolto il problema della gestione dello stress è risuscita anche a dimagrire.

ANCHE TROPPI JOLLY PICCOLI POSSONO FARE LA DIFFERENZA

Se sei una persona che non ha bisogno di dimagrire magari ti sarà utile sapere che bastano 4 giorni di jolly per andare ad alterare il tono dell'umore e quindi sentirti un pro' giù di corda.

Questo per l'effetto che il cibo ha a livello cerebrale. In questa immagine vediamo una rappresentazione  schematica di come la nutrizione influenza la cognizione e le emozioni. L'eccesso di cibo, l'obesità, il consumo elevato di grassi non sani, una cattiva alimentazione nei primi anni di vita o le avversità nella prima infanzia possono produrre una risposta infiammatoria nelle cellule immunitarie periferiche e centralmente, oltre ad avere un impatto sull'interfaccia sangue-cervello e sui fattori circolanti che regolano la sazietà.

Ricordalo la prossima volta che dopo le vacanze ti capita di sentirti un po' troppo demotivato e svogliato.
Cambiando la tua alimentazione, facendo un giorno interamente vegetale o un digiuno sarà poi più facile interrompere il circolo vizioso di dipendenza dai carboidrati.
Non servono grandi cambiamenti e sacrifici per iniziare a stare bene, davvero.
Ti invito a pensare a come vuoi sentirti, vederti e percepirti nel tuo corpo, piuttosto che a che cosa devi rinunciare per arrivare al tuo obiettivo.

Trasforma la rinuncia in scelta e sarà tutto molto più facile con CALMA.

Ti aspetto per tantissimi approfondimenti sulla salute in questo percorso video registrato, scoprilo qui!

UN ANNO PER IL TUO BENESSERE

 

BIBLIOGRAFIA

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