Marocco: tra cibo, natura e tradizioni

Come stai? Io sono appena tornata da una magica esperienza in Marocco che mi fa piacere condividere con te.
Questo sarà un articolo un po’ diverso dal solito in quanto ti racconto un po’ della mia esperienza personale sperando che possa esserti di aiuto e ispirazione.
Non so se lo sai ma viaggiare è una delle mie passioni più grandi, ho iniziato molti anni fa facendo riferimento ai classici villaggi per turisti (non che abbia nulla in contrario ma ho capito che non faceva per me)  e via via ho sempre più evito l’esigenza di “vivere” il popolo del paese ospitante e la sua cultura.
Ho viaggiato sia da sola, sia in gruppo sia in coppia e ogni caso ha la sua bellezza.
Per quest’anno ho sentito il bisogno di “staccare” completamente la spina, come sai uso molto i social e il telefono per il mio lavoro e anche questo diventa causa di stress, almeno per me.
Sentivo l’esigenza di stare il più possibile nella natura e di muovermi, stando con altre persone che avessero il mio stesso obiettivo.
Ed è per questo che ho scelto la Compagnia dei Cammini, un’associazione che lavora per diffondere la cultura del camminare sia in Italia che all’estero. Nel loro sito scrivono:

“camminare è salute, camminare è ritrovare il contatto con la natura, camminare aiuta a rallentare e a vivere più in contatto con se stessi e il mondo. I lunghi cammini sono lo strumento per fare questo. Ecco perché la Compagnia dei Cammini propone ai suoi soci di partecipare a cammini, trekking, viaggi a piedi ed eventi che valorizzano questa opportunità.”

La loro filosofia è la camminata lenta, e si sposa perfettamente con il punto chiave di C.Al.M.A.® a piccoli passi ottieni grandi risultati, in più pongono particolare attenzione all’alimentazione sana e naturale prediligendo i prodotti del posto. Tutto questo a prezzi assolutamente accessibili!

Sono partita il 9 agosto da Torino con volo per Marrakesh e di lì è iniziata la mia avventura (trovi tutte le foto sulla mia pagina Facebook e sul mio profilo Instagram)

Il primo giorno, il 10 agosto, è stato un giorno di “conoscenza” del gruppo e delle nostre guide: Marina, Said e Omar (tra l’altro Marina è ligure come me e abbiamo scoperto di avere amici in comune). Prima di partire quando mi chiedevano “ma vai da sola?” sapevo già che avrei trovato un meraviglioso gruppo. Io ero in realtà più preoccupata per difficoltà escursionistica del percorso, delle ore di camminata (dalle 6 alle 8 al giorno), dai dislivelli e dal raggiungere la cima del monte Toubkal 4167 m, dato che non ero mai stata a quelle altitudini.
Marina mi ha rassicurato dicendomi “non ti preoccupare, il gruppo è una dimensione che accoglie e sostiene” ed è davvero stato così.

C’erano persone da tutta Italia, di età diverse, e nel giro di poche ore ci sentivamo già una grande famiglia, ci siamo sentiti liberi di condividere le nostre difficoltà e personalità senza essere giudicati, accettando le nostre diversità. Io ho imparato tantissimo da ognuno di loro. Abbiamo visitato Marrakesh, i suoi giardini e abbiamo condiviso i pasti chiacchierando e ridendo, abbiamo girato tra le vie della città nel quartiere ebraico tra mille colori di spezie e frutta secca nei mercati locali.

L’11  siamo partiti per il nostro cammino verso il Toubkal, il monte più alto del Marocco: se hai voglia vieni con me che ti racconto il mio viaggio.

VIAGGIO

Se l’albero potesse muoversi e avere piedi ed ali non penerebbe segato, nè soffrirebbe ferite di accetta.

E se il sole ☀️ non viaggiasse coni piedi ed ali ogni notte come potrebbe illuminarsi il mondo all’aurora?

E se l’acqua 💦 amara non salisse dal mare nel cielo come avrebbe vita nuova il giardino con pioggia e ruscelli?

Parti la goccia dalla patria e tornò, trovò la 🐚 conchiglia e divenne una perla.

Non partì Giuseppe in viaggio dando l’addio al padre piangente?

E viaggiando non ottenne fortuna e regno e vittoria?

E Muhammad non partì forse in viaggio verso Medina e sovranità ottenne e fu 🤴 re su cento paesi?

Anche se tu non hai piedi 🦶 scegli di viaggiare 🧳 in te stesso, come miniera di rubini sii aperto all’influsso dei raggi del sole.

O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso che da simile viaggio la terra diventa purissimo oro.

Avanza da amarezza ed acredine verso dolcezza che da suolo amaro e salato nascano mille specie di frutta 🍎.

F III,39

 

MAROCCO: GIORNO 1
11 agosto

Partenza Oukaimeden 2600 la più alta stazione 🎿 sciistica marocchina che in estate si trasforma in pascoli estivi per capre e pecore: tu sapevi che in Marocco 🇲🇦 si scia? È stato un inizio 🌵 spinoso perché mentre mi stavo sedendo in attesa che Marina la nostra guida ci leggesse una poesia Sufi sono caduta su cespugli spinosi e mi sono riempita il polpaccio destro e la mano di spine che mi hanno anche accompagnato per due o tre giorni😭.
La crema al Tea Tree è stata portentosa per alleviare le cicatrici. Cammina cammina siamo entrati nel parco del Toubkal svalicato a 2960 m Tizi n’Ouaddi in 4 ore di cammino abbiamo pernottato in una piccola e graziosa Gite d’etape a Ouaneska a 2100 metri. La cena cucinata dal nostro cuoco 👨🏻‍🍳Omar è stata a base di minestra, cous cous con le verdure e l’immancabile tisana alla citronella come fine pasto.

Ingresso nel parco del Toubkal

MAROCCO: GIORNO 2
12 Agosto

OUANSKRA – IMSKA

Cammino di 6 ore 200 metri in salita e 500 m in discesa
Partenza dalla gite d’etape alle 8 con una bella lettura di Marina. Il tragitto non è stato molto impegnativo, più che altro faceva caldo. Siamo passati attraverso una serie di tradizionali villaggi berberi con le loro case di sassi e terra rossa e i tetti isolati con strati di erbe lungo la valle Imnan. Oggi è la festa del montone, ogni famiglia ne macella uno e poi le donne e i bambini vanno a lavare le interiora al fiume. Passando attraverso i villaggi abbiamo visto gli uomini radunati a pregare, Said la nostra guida si è unita a loro e quando hanno finito le famiglie ci hanno offerto te con olive pane, noccioline e 🍪 biscotti. È stato molto emozionante vedere come le famiglie ci hanno acccolto nonostante non ci conoscessero. Said si è fatto male ad un piede e ci ha dovuto raggiungere alla tappa successiva con un passaggio recuperato ad uno dei villaggi. Abbiamo fatto pausa al villaggio Arg all’ombra in riva al fiume dove ci siamo concessi il lusso di mettere i nostri piedini a bagno nell’acqua fresca e poi abbiamo assisitito al lavaggio delle interiora del montone da parte di donne e bambini. Ho patito un po’ questa tappa solo per il caldo. Arrivati a Imska in gite d’etape ci è stato servito il pranzo, il te e poi la cena. Non sono stata molto bene di intestino, anche altri del gruppo hanno avuto lo stesso problema in quanto non so se anche a te capita quando vai in vacanza l’intestino ci mette un po’ ad abituarsi al cambiamento. La notte con Lorenzo, Emanuele e Giuseppe abbiamo dormito di fuori nei sacchi a pelo mentre nel villaggio sentivamo continuare la musica ed i canti per la tradizionale festa del montone.

 

MAROCCO: GIORNO 3
13 agosto

Partenza da Imska alle 8 con il fresco perché la giornata si prospettava particolarmente lunga e faticosa, previsti due valichi di 1545 m Tizi El Bour e il secondo più impegnativo di 2000 m Tizi n’Techt.
Il territorio è tra uno dei miei preferiti sabbia rossa, alberi e cielo azzurro, terreno a tratti roccioso a tratti sconnesso.
Sono partita un po’ in crisi perché ho vomitato la cena della sera prima, la compagnia dei cammini ci vizia davvero tanto e non sono riuscita a digerire.
Per fortuna Laura il medico che era presente nel nostro gruppo mi ha salvata con una pastiglia che mi ha aiutato la digestione.
È proprio vero che se stomaco e intestino non funzionano tutto si blocca.
Sono stata meglio e di li la giornata ha preso un’altra piega perché sono riuscita a godermela di più.
Siamo passati attraverso villaggi berberi, pranzato in gite d’etape e proseguito fino ad un’altra gite d’etape a 1850 metri.
Il punto forte e la sorpresa della giornata è stato l’HAMMAM meraviglioso… ci siamo rigenerati e ricaricati dalla lunga camminata sotto il sole cocente.

MAROCCO: GIORNO 4
14 Agosto

Da Gite d’Etape Gtam al rifugio TAZARAHART a 3000 m. La tappa è stata più corta di quella del giorno precedente ma molto impegnativa per i 1100 metri di dislivello da 1850 a 3000.
Abbiamo fatto diverse soste per acclimatarci e la cosa divertente e caratteristica due chioschetti improvvisati lungo il percorso, il primo che faceva spremute di arancia fresche e il secondo sotto la cascata del monte Aguelzim. Trovare due strutture di questo tipo mentre stai facendo fatica ti apre davvero il cuore. Oggi poi ci hanno davvero stupito😲 , su un belvedere con una vista mozzafiato da dove si scorgeva tutta la vallata fino al mare hanno improvvisato un pranzo completo con addirittura la pasta e le lenticchie! Non sono mancate le verdure e le loro olive. Anche il pane è digeribile, non so se è la fatica che mi fa bruciare ma lo digerisco benissimo.
Mentre salivamo lungo il sentiero coltivazioni di mais, zucchine, 🍎mele, noci cipolle e 🍅pomodori e un gregge di 🐐capre che ci ha accompagnato e intenerito per la maggior parte del sentiero alleviando quella sensazione di fatica. Dal belvedere vedevamo anche il rifugio che distava ancora un’oretta. Ripartire dopo il pranzo con la pancia piena non è stato semplice e avvistare il rifugio è stato come un miraggio. Questa struttura e la più spartana tra quelle che ci hanno ospitato finora, ma accogliente e il gruppo in cui siamo rende tutto più facile e fluido. Il team ci ha stupito a merenda con i 🍿popcorn. Considerate che ogni spostamento significava smontare tutto, tovaglie, pentole, bicchieri, posate, scorte di cibo e bagagli e caricarli sui muli che li avrebbero trasportati. Benedetti muli e benedetto team.

MAROCCO: GIORNO 5
15 Agosto

Dal rifugio Tazarahat al rifugio del Toubkal, inizia l’avvicinamento. Verso le 8 del mattino abbiamo lasciato il rifugio e ci siamo diretti verso il rifugio del Toubkal per tentare la vetta il giorno successivo. Il percorso non era particolarmente lungo più impegnativo in termini di dislivello in quanto siamo arrivati al passo del monte Aguelzim a più di 3600 m qualcuno di noi ha sofferto la quota tra i 3200 e 3500 m. Ho subito avuto timore per il girono seguente di non riuscire a salire in vetta… poi ho lasciato andare il pensiero cercando di vivere il presente e procedere a piccoli passi. Il percorso era a zig zag e impegnativo, dal punto di vista paesaggistico arrivare in quota e vedere il Toubkal da distante è stato davvero emozionante, finalmente il nostro obiettivo si stava materializzando. Dopo circa 5 ore di camminata siamo arrivati al rifugio del Toubkal che in confronto a quello della sera precedente era una reggia. Grande, ben tenuto, con grandi camerate con letti a castello e sale per i pasti. Come al solito come in tutti i pasti la compagnia dei cammini non ci fa mai mancare nulla, Omar e i mulattieri sono davvero efficienti nel coccolarci e farci trovare sempre il 🍵 thè pronto spesso accompagnato con olive nere e verdi e frutta secca di ogni tipo ricca di magnesio e acidi grassi buoni. E poveri muli che ci hanno trasportato viveri e bagagli per tutto il tempo. Il pomeriggio è stato dedicato alla preparazione degli zaini per il giorno dopo e siamo andati a nanna presto. L’ansia da prestazione stava iniziando a salire….a domani.

 

MAROCCO: GIORNO 6
16 agosto
Parte 1

Partenza in notturna con le pile frontali, lo scenario meraviglioso con la 🌕 luna piena è stato un dono indescrivibile. Il fatto di non vedere la cima ha aiutato anche psicologicamente a non rendersi conto della strada ancora da fare. Avevamo una nostra compagna Cristina che aveva un altimetro e ci aggiornava di volta in volta: siamo a 3200, 3500, 3800 e ci incoraggiava. Rispetto alla giornata precedente ho sopportato bene, anche perché grazie al buio non faceva caldo e sono salita con giacca a vento, guanti, maglia termica e cappello e stavo bene. Solo verso il 3900 m ho iniziato a patire un po’ sia il freddo sia la quota, facendo fatica a respirare e fatica a muovere le gambe. Marina e Omar ci hanno accolto e accompagnato sostenendoci. Vedere la cima è stata un’emozione indescrivibile che era un po’ che non provavo, sono scoppiata a piangere, solo che non riuscendo a respirare bene è stato un pianto un po’ difficoltoso 😅😅, Alberto un mio compagno di avventura è venuto a rassicurarmi. Eravamo davvero tutti molto emozionati e uniti, ci siamo abbracciati e fatti i complimenti a vicenda 😍. 

La cima è 4167 metri e il dislivello a salire e scendere 950 m. Alle 10 eravamo di nuovo al rifugio Tubkal pronti per la discesa a valle.

MAROCCO: GIORNO 6
16 agosto
Parte 2

Dopo pranzo alle 12 siamo partiti per scendere in valle. La difficoltà della giornata non era finita in quanto abbiamo avuto da percorrere 2200 m di dislivello in discesa. La salita è fatica ma la discesa è alquanto traumatica per ginocchia e piedi. Devo dire che ho avuto la fortuna di avere degli ottimi scarponi che non mi hanno fatto ne venire vesciche ne bruciare i piedi per cui quello che è stato difficile per me più che altro è la stanchezza della precedente vetta sommata al caldo che scendendo di quota si faceva bene bene sentire. Il cammino è durato 4 ore e a metà abbiamo fatto una tappa a Sidi Chamarouch un piccolo villaggio famoso per due ragioni principali oltre che essere una pausa di ristoro a metà strada dove poter gustare una buona spremuta fresca o un the caldo. L’enorme masso dipinto di bianco accanto alla mosche racconta la leggenda che sia precipitato dalle montagne seppellendo Sidi Chamharouch, da molti ritenuto il “re dei Djinn” entità spirituale riconosciuta dai berberi, tendenzialmente animisti. Secondo la tradizione Sidi Chamharouch vagava per le montagne sotto forma di cane durante il giorno per poi trasformarsi in uomo di notte e fare ritorno alla sua casa di Aroumd (che era la nostra destinazione). I fedeli giungono in questa località da tutto il Paese nella speranza di essere guariti da diverse malattie. È ahimè anche il luogo in cui lo scorso anno sono state uccise due ragazze scandinave seguite durante la loro ascesa al monte Toubkal. Da lì non è più possibile stabilire accampamenti con le tende. Non vi nego che l’energia che si respira qui è davvero molto molto particolare. Piano piano siamo giunti a valle al villaggio Aremud e la Gite d’Etape Tartetatin di oggi era davvero un lusso. Avevamo più di due docce con acqua calda! Confortevole e spaziosa. Ci siamo riposati e alla sera è stato emozionante alla sera condividere le nostre sensazioni. Tanta fatica, ma anche tanta soddisfazione, unione di gruppo e solidarietà. A domani per l’ultimo giorno 🥰🥰🥰 di ritorno nella civiltà😀

 

MAROCCO: GIORNO 7
17 agosto

Siamo partiti a piedi da Armud e in circa un’oretta attraversando alcuni villaggi e un meraviglioso bosco siamo giunti a Imlil che è la cittadina da cui partono la maggioranza delle escursioni per il Toubkal (noi invece abbiamo fatto il giro inverso) dove si trovano numerosi negozi e anche di attrezzatura sportiva, frutta e verdura, farmacie, souvenirs. Qui siamo riusciti a trovare la cartina del Toubkal. Il pulmino ci stava aspettando per riportarci a Marrakesh. Durante il tragitto ci siamo fermati in una cooperativa femminile di produzione di olio di argan e di prodotti cosmetici naturali e abbiamo fatto un po’ di shopping. Tornata presso il @riadomarrakech ho provveduto ad una bella maschera viso e impacco si capelli inariditi dal sole. Il pomeriggio è stato dedicato allo shopping e al riposo e la sera ci siamo ritrovati per la cena, alcuni di noi vestiti con abiti tipici. Il momento dei saluti è sempre un po’ malinconico 😔 ma come in tutte le cose, le persone rimangono vive nel cuore

 

COME SI MANGIA IN MAROCCO?

Devo dire che in Marocco con la Compagnia dei cammini abbiamo mangiato molto bene.

I pasti marocchini sono ben bilanciati.

Non manca la verdura : pomodori, perperoni, cipolle, cetrioli, carote, patate, rape sempre presenti in ogni pasto come insalata marocchina (pomodori, cipolle, 🥒 cetrioli, peperoni) tagliate a dadini piccoli o lessate o di accompagnamento al cous cous oppure come base per la Tajine piatto tipico che prende il nome dalla pentola in cui viene cucinato e si trova in diverse varianti: vegetariano o con agnello pollo o manzo.
Come proteine molto usati anche i legumi: lenticchie, piselli, ceci e fagioli.

Sempre presente sulla tavola il pane che ha una forma più schiacciata della nostra e anch’esso in diverse forme, dal bianco all’integrale al mais.

Non si usano il latte e il formaggio, e poco sale in quanto hanno le spezie che la fanno da padrona. In particolare in questo viaggio il cumino con proprietà antibatteriche e digestive. Immancabili le 🥚uova fornite dalle numerosissime 🐓galline strafelici che abbiamo incontrato durante la strada. È stato divertente anche comprarle durante il tragitto e caricarle su mulo. Come frutta ovviamente i datteri freschi appena raccolti dall’orto di Said, le mele 🍏 buonissime e croccanti, le prugne le arance e I fichi e la prevalenza di alberi di noce che costeggiano le varie strade che abbiamo percorso. Il nostro cuoco Omar ci ha stupito ogni giorno. Addirittura su un belvedere a quasi 3000 metri ci hanno cucinato la pasta e le lenticchie in umido.

Qui trovi alcune foto

 

 

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